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domenica, novembre 12, 2006 SANDOR KOPACSI - "Abbiamo quaranta fucili compagno colonnello" - edizioni e /o - www.edizionieo.it
A 50 anni esatti dalla rivolta di Budapest, le edizioni e/o ripubblicano questo importante contributo di Sandor Kopacsi, già uscito nel 1980 col titolo di "In nome della classe operaia". Kopacsi fu il questore della città in quei giorni agitati, e qui ne ricostruisce le vicende vissute, raccontandoci con dovizia di particolari il clima dei tempi, quegli umori tesi, di contrapposizione frontale tra il regime totalitario comunista ed i suoi oppositori definiti pregiudizialmente "controrivoluzionari fascisti". Una serie di orrori e di atrocità senza giustificazione accaddero in quei giorni nella capitale ungherese e Kopacsi ne fu diretto testimone, fino a solidarizzare con i rivoltosi e ad essere condannato all'ergastolo per questo ( una condanna per cui poi ottenne la grazia, mentre non riuscì a sfuggire molte altre persecuzioni, anche burocratiche, "il non esistere" pubblicamente, ad esempio ...). Rivoltosi che, più che pericolosi reazionari, erano molto spesso socialisti democratici e libertari, insofferenti nei confronti di una dittatura che sapeva essere anche immotivatamente atroce, ma certo non distanti dalle urgenze popolari... Scritto con i ritmi di un avvincente thriller, "Abbiamo quaranta fucili compagno colonnello" , oltre che una riuscita e toccante rievocazione storica vista dal di dentro è anche un bellissimo inno alla libertà d'espressione e alla costante vigilanza democratica lasciatoci dall'autore ungherese scomparso nel 2001 in Canada. |