domenica, novembre 16, 2003

FRANCESCO PACIFICO - "Il caso Vittorio" - MINIMUM FAX - www.minimumfax.com

Scopritori di talenti dall'ottimo fiuto, "rivoluzionari" rispetto agli standard di pubblicazione di una grossa casa editrice italiana tipo, "quelli della Minimum Fax" ( hanno un ottimo ufficio stampa e, quando credono in un autore, lo spingono e lo incoraggiano tantissimo, semplificandogli non poco la vita...) sono attualmente impegnati nell'"organizzatissimo" lancio letterario del giovane ventisettenne romano Francesco Pacifico, alla sua opera prima con "Il caso Vittorio". Il romanzo, lungo e articolato, ci offre il quadro di una Roma vitaiola, culturalmente e politicamente impegnata che si trova, suo malgrado, improvvisamente precipitata in un angosciante, oscura "era Berlusconi". Una "capitale appena ventenne" che inizia a scendere in piazza proprio in occasione del famoso sciopero anti Berlusconi del 94 e che poi continua a vivere, sotto i riflettori della cronaca e della politica, gli anni successivi di storia patria rassegnata ai "finti colpi di scena" che non cambiano mai più di tanto la situazione e ai compromessi d'occasione. Vittorio è un virgulto della buona società d'oltretevere che muta convinzioni dopo la maturità e con l'università si avvicina alla cultura e ai modi di fare e di pensare della "sinistra antagonista" . Viene da destra e non dà l'idea di un soggetto dalle radicate convinzioni: non sa scegliere fino alla fine tra due donne che lo amano, la sua disponibilità nasconde una profonda insicurezza ed una spiccata abitudine alla sistematica incoerenza pratica e ideologica. Questo, non per una creatività straripante, ma in quanto italiano medio che sa sempre trovare la strada giusta per rimanere a galla. Tutto ne "Il caso Vittorio" è relativo e legato al momento, dieci anni di italiche e internazionali vicende fanno da sottofondo al movimentato incedere delle esistenze di una ragazza laico-trasgressiva, di una figlia di dogmatico-schematica famiglia di cattolici, di un giovane esponente di una diffusa, senza confini, instabilità ideale. Il clima che si respira nel romanzo è di confusione e di smarrimento, fa molto "contemporaneo", specchio di questi ultimi periodi. Pacifico riesce a trovare una incisività di scrittura in grado di dar sostanza alla storia, anche se qualche momento un po' troppo frammentario nella narrazione permane. L'impresa , comunque, per essere un'opera prima, per significato e forma non era facile, e gli ardui tentativi son già di per sè, specie in ambito letterario, degni di lode e attenzione.

postato da: il tempo di leggere | 20:07 | commenti (2)


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