domenica, dicembre 15, 2002

PIERO GAFFURI PRESENTA IL SUO "IL CORSARO" - MARSILIO www.marsilioeditori.it

Piero Gaffuri

"Quando penso alla scrittura penso sempre a un viaggio, non a un cammino qualsiasi ma a un lungo viaggio avventuroso, pieno di imprevisti come le grandi esplorazioni di una volta. La scrittura poi è libertà perché le frasi vengono da sole e sfuggono agli schemi che l’autore costruisce faticosamente. Le parole, la trama sembrano proprio sentieri tracciati su un terreno morbido, persino paludoso, perché spesse volte l’erba e il fango coprono tutto mandando la storia da un'altra parte.
Il mio ultimo libro: Il corsaro, è nato, si è sviluppato, è cresciuto proprio in questo modo. Ricordo che stavo scrivendo la storia di un uomo alla ricerca del riscatto. Il video del computer bucava la penombra di una stanza ricoperta di legno, sotto un tetto pesante di neve. Ecco, la neve. La neve cadeva piano con un tocco soffice di cristalli morbidi e io scrivevo di mare, di amori, di odi, di sconfitte e tradimenti. La notte, il silenzio della montagna, la neve sopra la scrittura e sul filo della mia storia. E d’un tratto, forse proprio per il gioco perverso degli opposti, nel racconto il grande amore è diventato cattivo e il protagonista un corsaro. Se ripenso a quella sera ricordo ancora l’immagine sbiadita di una bandiera rossa corsara appesa a un pennone da qualche parte.

Per questo non ho dubbi a scrivere che nel mio caso Il corsaro è il prodotto della libertà della scrittura, perché è stata la scrittura a farmelo conoscere quella sera in un ambiente tanto diverso dai mari luccicanti. Tutti sanno che i corsari combattevano sui mari al servizio dei re e degli imperatori del loro tempo. Pochi invece sanno che erano uomini liberi che adottavano sulle loro navi forme innovative di organizzazione. Nulla a che vedere con le navi militari dell’epoca. Sulle navi corsare vigevano leggi e consuetudini che a quei tempi si potevano dire democratiche, ricorrendo talvolta al voto e al coinvolgimento di tutti i componenti l’equipaggio. Per queste ragioni il corsaro è paradigma di libertà e indipendenza.
Penso che tutti nella vita, almeno una volta, provino o abbiano provato un forte desiderio di libertà e indipendenza, ecco quella è la parte corsara di noi che va scoperta e liberata.
Ma i corsari e le loro guerre oggi non ci sono più. Oggi si combattono altre guerre e sempre per il controllo e il dominio di qualcosa. Una, certo la più importante, è quella per il controllo dei moderni mezzi e strumenti di comunicazione. I mezzi di informazione sono le armi più micidiali del nostro tempo, per il loro controllo e con il loro uso si combatte la grande guerra del potere. Un affermato anchorman e la sua redazione, il suo team work, sono o diventano alla bisogna formidabili strumenti di offesa e difesa, possono condizionare fortemente l’opinione pubblica, creare consenso o dissenso, martiri ed eroi, vittime o carnefici. La storia raccontata ne Il corsaro è la storia di un uomo di comunicazione, un anchorman appunto, che improvvisamente viene espulso dal suo mondo, è la storia di un pezzo della sua vita, delle sue avventure, delle sue scoperte e della riscossa in nome di principi forti, sentimenti profondi.
Non mi va adesso di parlarne, un po’ perché non mi piace fare riassunti e poi penso che debba essere Il corsaro a far parlare di se, semplicemente, mettendo in acqua il suo legno libero, o meglio ancora, dando la forza, a chi vorrà, di fare lo stesso".

Piero Gaffuri





postato da: il tempo di leggere | 11:52 | commenti


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