giovedì, ottobre 31, 2002

DARIO FO - "IL PAESE DEI MEZARAT" -

 i miei primi sette anni (e qualcuno in più) -

FELTRINELLI - www.feltrinelli.it

Raccontare la propria vita non è facile per nessuno, è un'impresa che richiede coraggio, onestà intellettuale, probabilmente anche "l'età giusta". Roba per giovanotti ultrasettantenni come Dario Fo che in questo suo autobiografico volume, la sintesi di un modo di pensare, di una coscienza civile sempre vivissima, di un 'arte innata anche nel comunicare con le persone, nel far sì che il dialogo con il pubblico risulti sempre "vero" e appassionante, che non può non arrivare dritto al cuore di chi legge. Nello splendido "Il Paese dei Mezaràt" non c'è, da parte del "Premio Nobel" nessuna autoindulgenza, nessun, seppur velato, protagonismo. Solo una autentica "cascata" di ricordi, episodi, aneddoti, umori, situazioni, lotte e corali partecipazioni che riesce a divenire sia sopraffina cronaca letteraria che "romanzo popolare" moderno ed essenziale. Le prime esperienze di un "figlio di capostazione", la grande lezione dei fabulatori della Valtravaglia ( il Paese dei "Mezaràt"), gli amori man mano sempre meno idealizzati e più reali, le sfide da cogliere in una società vittima dell'oscurantismo culturale fascista, le guerre, i salvataggi, l'arte di sopravvivere alla legge del più forte nel vivere quotidiano son tutte componenti di una "storia realmente accaduta" che finisce in pagina lievemente, magicamente, condita di ironia ben conosciuta da noi tutti e di sdrammatizzante "amore per i dettagli", per le vicende di personaggi comuni e rari, compagni di percorso insostituibili, di un padre e di una madre indimenticabili complici.

postato da: il tempo di leggere | 18:48 | commenti


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