VITTORIO EMILIANI - "Affondate la Rai" - Viale Mazzini, prima e dopo Berlusconi" GARZANTI www.garzantilibri.it
Se solo si provasse a non ragionare solo in base alla riduttiva "logica degli schieramenti", progressisti, conservatori, laici e cattolici, tutti dovrebbero fermarsi un momento, ragionare sul tema liberamente e poi giungere alla inevitabile, oggettiva conclusione che mai la Rai, dalla sua nascita, ha vissuto un periodo tanto critico come quello attuale; il problema, però, è che in questo momento a capo del Governo vi è l'indiscusso dominatore dell'emittenza televisiva italica con i suoi pasdaran pronti all'attacco iconoclasta contro tutto ciò che è "pubblico" ed allora ogni discorso compiuto e coerente alla fine finisce per non trovare sbocchi.... Emiliani ha lavorato a lungo in Rai, per tutto il periodo della passata "presidenza Zaccaria", quella definita "ulivista", come Consigliere d'amministrazione, di cose ne ha viste e sentite parecchie fin quando è stato in carica... In questo suo saggio "Affondate la Rai" , peraltro di assai piacevole lettura, l'ex direttore de "Il Messaggero" analizza gli anni della sua permanenza in Rai ed individua i pericoli maggiori che rischia di correre al momento una struttura pubblica omologata sempre più al " Mediaset Thinkin". Il percorso seguiito da Emiliani ha una sua credibile linearità, anche se ovviamente indulge in qualche modo ai buoni risultati ottenuti dalla "gestione targata centro sinistra", giusto il minimo indipsensabile....Il popolare giornalista-scrittore, tra l'altro, però, offre anche una interessante e lucida indagine sociologica sull'evoluzione del gusto televisivo ed una efficace e chiara panoramica sul modo di "usare il mezzo" proprio delle strutture pubbliche europee...Concludono il libro grafici e tabelle esplicative su dati d'ascolto, risultati d'esercizio e portafoglio abbonati TV. Rispetto all'inquietante servizio pubblico attuale, alla fine rimane netta la sensazione che ai tempi di Emiliani le cose andassero per addetti ai lavori, operatori vari del settore e telespettatori decisamente meglio sotto tutti i punti di vista...Impresa non difficilissima,d'altronde; ma la domanda che sorge improvvisa e conclusiva è : "Fino a che punto saremo qui a discettare di meglio e peggio, di padroni del vapore democratici e di monopolisti autoritari e continueremo pur sempre a discutere di una Rai schiacciata dal controllo diretto dei partiti ? Finita l"emergenza" del momento bisognerà stavolta cominciare a pensarci seriamente su....