venerdì, agosto 26, 2005

ALESSANDRO SCHWED - "Lo zio coso"  - PONTE ALLE GRAZIE -  www.ponteallegrazie.it

Accade che un sempre più incredulo passeggero ferroviario, lo scrittore Giga  Melik,  si imbatta nello scompartimento del treno dove è seduto, in viaggio verso l'Ungheria, in un veterinario, tale dottor Oscar, suo dirimpettaio, ma nella direzione opposta a quella di marcia. Quest'ultimo ripete e prova a motivare più volte a Melik la sua particolare tesi : la Seconda Guerra Mondiale non sarebbe mai scoppiata e tutte le varie battaglie, gli innumerevoli bombardamenti verificatisi in quegli anni in  ogni dove, non sarebbero stati altro che delle enormi rappresentazioni sceniche, "teatro", insomma, niente di reale. Il dialogo tra i due si accende, nella disparità evidentissima di posizione,  fino all'arrivo in Ungheria, dove l'antirevisionista subirà un colpo alla testa che gli impedirà di controllare la situazione di persona relativamente ai campi di concentramento e alle sue storie familiari.   Paradossale quanto spesso permeato di  sarcastica ironia, "Lo zio coso" è una satira antinegazionista che fa riflettere e inquieta divertendo, scritta dalla storica firma de "ll  male" , Giga Melik, che qui, a ribadire la sua provenienza da famiglia ebraica ungherese, rispolvera il suo vero nome e cognome  per evidenziare il suo senso di appartenenza e per contribuire da par suo a rafforzare l'importante presidio della memoria, l'unica sentinella efficace e d'occhio vigile in grado di contrastare il ripetersi delle pagine più drammatiche della storia del Novecento.

postato da: il tempo di leggere | 15:48 | commenti (6)


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