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sabato, novembre 30, 2002
Wilkie Collins
WILKIE COLLINS - "Basil"- FAZI - www.fazieditore.it 
"Basil" fu scritto da WIlkie Collins nella seconda metà dell'800, quando ancora in Inghilterra le differenze di classe erano un assoluto tabù impossibile da arginare. La storia di questo "bravo figlio" della nobiltà londinese, Basil appunto, che si innamora, a mò di colpo di fulmine, della figlia di un facoltoso commerciante, dopo averla vista tra l'altro solo una volta su un bus, è quanto di più "mosso" , imprevedibile e inconcepibile a quei tempi potesse vivere un rampollo d'alta società. 'E fatta di decisioni traumatiche, di matrimoni sia imposti che voluti, di tutta una serie di gravi conseguenze e accadimenti che fanno sì che l'atmosfera del romanzo passi dal "romantico stilnovistico" al noir, alla triste saga familiare con finale drammatico, ma meno del previsto, per poi intersecarsi con momenti descrittivi di inquietanti personaggi "sfigurati nel volto" che potrebbero far parte di un horror ante litteram. Il protagonista del libro non si ribella al suo istinto, alle sue sensazioni d'amore, rimane puro, sincero idealista ed anche i tradimenti che subirà non gli faranno smarrire quel senso di generosa, umana pietas che accompagnerà tutta la sua esistenza. Audace, intrepida e commovente le figura di "Basil" e della sorella Clara, a lui legata da smisurato affetto, che riscattano la mediocrità, la meschinità insita nel loro status del padre della sposa ( che, dopo un anno di attesa, dopo il segreto matrimonio capestro subito, il nostro scoprirà, al momento di doverla portare via da casa con sè, non fedelissima...) e lo schematismo classista del genitore dell'innamorato deluso che non rinuncerà a considerare un affronto personale, uno scandalo inaudito, una "unione ufficializzata" tra due individui di diversa estrazione sociale. Nel romanzo c'è dolore, tradimento, ma anche catarsi , purificazione attraverso la dipartita tragica ed imprevista. Quando, più di un secolo fa, "Basil" uscì in Inghilterra, fu sommerso da critiche molto dure e da reprimende risentite da parte del pubblico nobile ed alto borghese che nella trama del romanzo vedeva probabilmente una sferzante denuncia di uno stato di cose retrogrado e discriminatorio che andava nel senso opposto di una civile convivenza tra appartenenti a ceti diversi tra loro. Collins non se ne diede per inteso, continuando sempre a lavorare alle sue storie di personaggi temerari e anticonformisti che mantengono al giorno d'oggi una modernità davvero disarmante. "Basil", pubblicato per la prima volta in Italia da Fazi, non ha niente da invidiare davvero ad altri "classici" del suo tempo, anche celebri ed osannati.......
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