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mercoledì, dicembre 08, 2004 JOHN KENNEDY TOOLE - "La Bibbia al neon" - MARCOS Y MARCOS - www.marcosymarcos.com
Peccato davvero che uno scrittore talentuoso e originale come Kennedy Toole sia scomparso così giovane ( a soli 32 anni, nel '69) e suicida poi. Avrebbe sicuramente avuto ancora tanto da dire in questi anni difficili per l'America, specie per quella parte di essa che vive quotidianamente l'altra faccia, quella più oscura e spesso priva di speranza, del classico, felice e luminoso sogno americano. Toole anche nel suo più famoso romanzo, "Una banda di idioti", si soffermava a narrare le vicende di vita di un giovane grassone anticonformista che si trovava a dover affrontare, per il suo stesso modo di essere, le grettezze e le chiusure aprioristiche dei benpensanti. C'era una malinconica, assai incisiva ironia in quella storia che a tratti spingeva al sorriso amarognolo e disilluso. C'è anche in questo bellissimo "La Bibbia al neon", anche se più sfumata dalla stessa ambientazione della storia con il suo evolversi decisamente drammatico, con il suo sottofondo di disperazione autentica che intristisce, commuove, emoziona, lasciando dentro un grande senso di solidarietà nei confronti del protagonista della narrazione che è un giovane della provincia statunitense che deve affrontare una situazione familiare di miseria e degrado con un padre scomparso in guerra, una madre impazzita dal dolore ed una premurosa zia artista docile e presente fino alla drastica decisione di andar via a cercar la sorte lontano con il suo uomo. Un mondo piccolo e meschino, di fondamentalismi religiosi ipocriti quello che ruota intorno alla complicatissima crescita del giovane che deve fare i conti con pastori fanatici, "difensori del bene" nella battaglia contro il male, il peccato, il sesso, la mancanza di fede assoluta e bigotta in Dio. Dopo aver provato seppur per un breve istante un sentimento amoroso nei confronti di una sfuggente ragazza al giovane non rimarrà altro che cercare di ricominciare la sua esistenza da qualche altra parte, lontano dai pregiudizi della valle, al riparo dalle possibili conseguenze di un gesto compiuto folle, anche se umanamente comprensibile. Un capolavoro assoluto di letteratura dolente e d'arte vera. |