mercoledì, giugno 11, 2003

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The Burned Children of America
versione inglese
(Burned Children of America)
298 pagine - giugno 2003

Insomma, a quanto pare la gloriosa antologia Burned Children of America, che è un po’ la summa letteraria dei gusti in Minimum Fax in fatto di racconti americani scritti da autori under-40, è piaciuta anche ai signori della Penguin Books di Londra.
Pubblicato alla fine del 2001 in italiano,
Burned Children of America non è la traduzione di una antologia già esistente: il libro è stato messo insieme da Marco Cassini e Martina Testa, e raccoglie quello che senza mezzi termini possiamo definire il meglio della nuova letteratura americana.

Come racconta Zadie Smith (autrice di Denti bianchi e dell’Uomo autografo) nella lunga, divertente e acuta introduzione (che esiste solo in questa edizione inglese del libro: ragione di più per accaparrarsi una delle poche copie disponibili sul territorio italiano!) dopo che ci aveva conosciuto un paio di anni fa al Festival di Mantova, è stata la stessa Zadie, colpita dall’altissima qualità della lista degli autori presenti, a proporla al suo editor, Simon Prosser, il quale ci ha subito chiesto di poter pubblicare l’antologia in inglese. Ci è voluto quasi un anno e mezzo per farsi firmare tutti i contratti dagli autori, per avere l’introduzione, e poi per la pubblicazione vera e propria, ma adesso questo nostro piccolo grande sogno si è realizzato, e i nostri fiammiferi sono stati esportati anche in Gran Bretagna, e da lì faranno il giro del mondo. Quello che ci ha dato un immenso piacere, soprattutto, è che finalmente gli autori – adesso che il libro esiste anche in inglese – hanno potuto leggere tutti i racconti dei loro «colleghi» nella propria lingua, e i complimenti e gli auguri sono fioccati: tutti i diciotto «burned children» ci hanno scritto email entusiastiche per dire, più o meno, tutti la stessa cosa: «adesso finalmente abbiamo capito perché ci tenete tanto a questo libro: è bellissimo!»

Questa edizione inglese ha qualche chicca in più, che lo rende assolutamente imperdibile: oltre alla lunga introduzione di Zadie Smith, il libro (che abbiamo voluto dedicare alla memoria di Amanda Davis, che purtroppo non ha fatto in tempo a vedere il libro finito), c’è un racconto in più, a firma di Jonathan Safran Foer; e Dave Eggers ha aggiunto una «lettera» in più (rispetto all’edizione italiana) alla sua raccolta di lettere del cane Steven ai capitani d’industria. Ci sono poi altre due differenze, rispetto al Burned Children of America che conoscete: i racconti di Arthur Bradford e di Judy Budnitz sono diversi da quelli pubblicati in Italia. In realtà si tratta di una noiosa questione di diritti, ma per chi ha tutti e due i libri, diventa una ulteriore, piacevole novità.













postato da: il tempo di leggere | 14:58 | commenti


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