giovedì, luglio 08, 2004

MARGARET MAZZANTINI - " Zorro - un eremita sul marciapiede" - MONDADORI - www.librimondadori.it

Zorro. Un eremita sul marciapiede

"La scrittrice", sempre a caccia di break esterni che rompano il suo isolamento di lavoro, si imbatte in un clochard per le strade di Roma. Di lì nasce l'idea di dedicare un libro alla figura mitica del barbone, uno scritto che possa anche essere d'ispirazione per atipiche, non di routìne, pièce teatrale. La Mazzantini confessa nell'introduzione di nutrire una profonda simpatia nei confronti del disadattato cronico, che vive o sceglie di vivere ben al di fuori della civiltà dei consumi, distante dalla società e dall'inserimento ufficiale in essa, orgoglioso della sua splendida solitudine e di non dover dar conto a nessuno. Per l'autrice di "Non ti muovere" la vita on the road di questi meno fortunati individui che hanno imparato a rinunciare ad un benessere anche minimo è assimiliabile all'esistenza di molti artisti incapaci di seguire un percorso standard, inquieti, incoerenti nella loro creatività, nella loro sete di eterno cambiamento, di novità, di guerra alla piattezza, alcuni dei quali divenuti famosi e ricchi nonostante tutto e perciò ben alloggiati in confortevoli dimore. "Zorro", invece, non è stato baciato dalla buona sorte : aveva un lavoro ed una donna e le circostanze della vita lo hanno portato a rimanere solo, prima cercato occasionalmente, poi man mano allontanato definitivamente da amici e parenti."Zorro" ha sofferto per amore, si è trovato coinvolto da spaventato autista nell'investimento di un pedone che poi ha avuto un esito tragico : ha verificato l'inaffidabilità di alcuni rapporti amorosi, di alcune donne molto egocentriche e volubili nelle relazioni, si è legato ad un cane che ha dovuto abbandonare, ma di cui porta sempre con sè il collare per ricordo. Alla fine, pur essendo diventato insofferente e scettico nei confronti degli altri esseri umani, non riesce ugualmente ad invidiare certi sonnolenti stili di vita più o meno piccolo borghesi e conformisti : non si arrende mai all'ineluttabilità del fato e la sua libertà non gli sta stretta, gli consente almeno di sognare, di perdersi sotto un balcone in slanci onirico-sentimentali, di desiderare una giovane e attraente donna di servizio del centro di accoglienza diurno dove quando capita cura la sua igiene personale. Tutto può succedere, anche una nuova, improvvisa passione, "galeotto" un cambio di asciugamani e l'occhiata giusta... Stringato, veloce, malinconico, ma mai disperato e retorico nei toni, " Zorro" è un monologo teatral -letterario scritto molto bene e concepito con una buona dose sicuramente di felice ispirazione. Quella "giusta".

postato da: il tempo di leggere | 18:15 | commenti


suoneriesuoneriedirectory Statistiche