mercoledì, gennaio 15, 2003

EDWARD CARREY - "Observatory mansion" - BOMPIANI - www.rcslibri.it

Edward Carey - OBSERVATORY MANSIONS

Nel centro di una città, in quella zona abitata da gente con un po' troppo denaro, c'è un parco. Al centro del parco c'è un piedistallo sprovvisto di statua. Ogni mattina prende il suo posto una statua di carne, coperta di vernice bianca da capo a piedi, immobile creatura di immacolata bianchezza che si anima per un attimo quando apre gli occhi per soffiare su una bolla di sapone all'indirizzo di chi le offra il proprio obolo.
Maestro dell'arte dimenticata dell'immobilità, Francis Orme è il riflesso della stasi interiore del padre, un uomo che si considera una parentesi aperta nella propria stessa esistenza, deciso a vivere la vita lontano dal sole, protetto da eterne cortine d'ombra, amico dei graduali mutamenti di luce, dell'odissea di una lumaca, dell'impercettibile diluvio della polvere, stratagemmi con cui, genio dell'inerzia, si è fatto dimenticare dalla morte. Insieme a questo uomo in poltrona, o, meglio, a questa poltrona con un uomo dentro, e alla madre, che ha abdicato al linguaggio e apre gli occhi soltanto davanti agli oggetti che le spalancano le porte della memoria, Francis vive nel condominio Observatory Mansions, la cui cupola che una volta ospitava un osservatorio, è ormai priva dei telescopi e ridotta a ostello per piccioni. Come accadrà alle altre bizzarre creature che abitano il condominio e sembrano sprigionate da fiabe strane e lugubri - un portiere sibilante, un vecchio professore dai mille odori, una donna-cane-, tutte impegnate nell'arduo compito di assentarsi da se stesse e di impedire alla realtà di strapparle alla solitudine che pure detestano, l'incantesimo che imprigiona Francis nel suo isolamento sarà spezzato dall'arrivo di una nuova inquilina ...


postato da: il tempo di leggere | 14:39 | commenti


suoneriesuoneriedirectory Statistiche