GAETAN SOUCY - "La bambina che amava troppo i fiammiferi" - MARCOS Y MARCOS - www.marcosymarcos.com
Soucy come sempre è molto abile nel mettere su storie dall'impianto narrativo molto poco tradizionale. In questo caso consente ai suoi protagonisti, due fratelli cui improvvisamente viene a mancare il tirannico padre, un linguaggio costantemente allucinato, un po' ingenuo, un po' torbido che fa sì che il romanzo cali stabilmente in un'atmosfera da thriller decadente che è un po' il "trionfo dell'imprevisto", del "non scontato", del "sorprendentemente fosco". I due germani si trovano a dover affrontare un mondo pieno di pericoli, da soli, nelle loro ambiguità morfologiche e nelle mille tentazioni che universi ancora inesplorati sono in grado loro di offrire. Eppure la figura paterna è da approfondire, cosa si nascondeva dietro il suo carattere burbero, quale terribile segreto? "La bambina che amava troppo i fiammiferi" è un romanzo "forte", dai colori accesi, che si lascia scoprire lentamente nella totale imprevedibilità della sua struttura e del suo vasto "contenitore di parole usate", pieno di immagini spesso "romanticamente" sopra le righe che si ricordano anche ad una prima lettura.