MASSIMO FINI - "Ragazzo - storia di una vecchiaia - MARSILIO - www.marsilieditori.it

Stavolta Fini si ferma, lascia per una volta da parte le mille contraddizioni del sistema Italia per scegliere il privato registro degli anni che passano e della spietata ed ineluttabile potenza distruttiva della vecchiaia.
Un momento esistenziale che, in aperta polemica con le logiche ricorrenti dell'eterna giovinezza e del felice allungamento della vita fa iniziare a sessant'anni, improrogabilmente.
Una consapevolezza che lo porta a recuperare il passato con malinconica, ma non fatalistica nostalgia per poi condurlo sulla strada di un elogio senza se e senza ma della giovinezza e della sua forza propulsiva.
Fini riesce come al solito ad essere provocatorio ed "assolutista" in spregio ad ogni luogo comune possibile, easagera in pessimismo preventivo sui malanni della terza età probabilmente, ma lascia intravedere un primo bilancio esistenziale in ogni caso assai soddisfacente e mille stimoli e risorse ben utlizzate.
Resta la perdurante angoscia dell'impietoso trascorrere degli anni e la non ripetibilità di quel senso di pienezza proprio solo degli anni verdi ; ma la consapevolezza dell'essere vecchio, lascia intendere, senza inutili infingimenti o maniacali "aggiornamenti estetici" può condurre ad una serenità di fatto, seppur piena di limiti e necessariamente non gioiosa, almeno sopportabile compagna dell'ultima tranche di vita.