mercoledì, gennaio 07, 2004

JOHN UPDIKE - "Corri, coniglio" - GUANDA - www.guanda.it

Questo romanzo di Updike viene ristampato a distanza di quarant'anni dalla sua prima pubblicazione, a dimostrazione di come sia ormai divenuto un "classico" della letteratura americana moderna. Ed in effetti la trama di "Corri, coniglio" rimane impressa, così come rimangono ben fissati nella mente gli stati d'animo, le nevrosi, i dubbi e le macerazioni dei protagonisti. "Coniglio" non sopporta il tran tran della vita coniugale, fugge da oneri e doveri, lasciando nello sconcerto i suoi familiari : prosegue il suo cammino solitario vivendo rapporti fondati solo su attrazione fisica e "provocanti forme femminili", fin quando non cerca di recuperare il rapporto con la moglie che aspetta da lui il secondo figlio. Seguiranno tentativi di riappacificazione ed incomprensioni, nuove crisi sfociate in rapsodici distacchi, fino al "dramma", dolentissimo e straziante, che attraversa tutta l'ultima fase del romanzo e che il lettore vive con angoscia e partecipazione crescente fino all'epilogo, puntuale rappresentazione per il "padre e marito" Harry di un nuovo ( l'ennesimo...) inizio. "Corri, coniglio" è scritto da Updike con grande lucidità narrativa, con un cinismo realistico ed impietoso che non lascia scampo ai due principali protagonisti della storia e che , così come a tratti li avvicina, finisce per allontanarli definitivamente da ogni ipotesi di vita in comune, da ogni possibile "happy end" . Perchè "Rabbit , run" ( titolo originale tradotto letteralmente in italiano) è vita quotidiana, fase involutiva di una classe borghese insofferente nei confronti delle regole prestabilite, ma è soprattutto il malinconico canto di una incomunicabilità profonda che attraversa e continua ad attraversare la società del benessere fittizio.

postato da: il tempo di leggere | 14:39 | commenti (1)


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