martedì, dicembre 09, 2003

MARCO SANTAGATA - " Papà non era comunista" - GUANDA - www.guanda.it

Papà non era comunista

Premio Campiello 2003 con "Il maestro dei santi pallidi", Marco Santagata aveva pubblicato questo romanzo per la prima volta nel '96, ottenendo anche positivi riscontri di critica ed il premio letterario "L'inedito" . Un riconoscimento assai meritato, visto che "Papà non era comunista" appare opera notevolmente ispirata, scritta con grande partecipazione emotiva e spirito agile. L'autore, attraverso la propria memoria storico-familiare e quindi la figura del protagonista,  un io-narrante che tramanda dolcemente ai posteri momenti di autentico "vissuto", riattraversa le vicende e l'humus caratteristico e accogliente della provincia emiliana del dopoguerra, sospesa tra ricostruzione e nuove esigenze di pace ed uguaglianza sociale. Il nucleo familiare al centro del tutto si pone a metà tra la tradizione contadina ed una borghesia piuttosto abitudinaria e conservatrice legata ancora al ricordo fascista, anche se l'indirizzo culturale del pater familias va nella chiara direzione di un solidarismo cattolico eticamente irreprensibile e idealista. Il rapporto tra il protagonista del romanzo ed il padre è fatto di amore, ma anche di soggezione, di ammirata lontananza, ma conduce entrambi verso il superamento di ogni dogma prestabilito e di ogni supina accettazione dello status quo. "Mio padre non era comunista" è libro che fa dell'amarcord un background di vita e di esperienze indispensabili, un riferimento ideale, un punto di partenza, una solida base di una costruzione non facilmente distruggibile. Di qui istanze di libertà e di pensiero laico che si raccolgono per tutta la narrazione e che conferiscono a quest'ultima il fascino vero di credibile e toccante spaccato di un'epoca "romantica" in grado di lasciare tracce indelebili in chi l'ha attraversata nel corso della sua giovinezza. Ogni cosa in "Papà non era comunista" è descritta con sapida leggerezza, Santagata riesce ad andare in profondità senza perdere in immediatezza ed il tratteggio psicologico dei protagonisti è assolutamente perfetto. Ottima letteratura italiana senza tempo.

postato da: il tempo di leggere | 18:30 | commenti


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