domenica, febbraio 22, 2009

ANGELA DAVIS - "Aboliamo le carceri" -  MINIMUM FAX - www.minimumfax.com 

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Tempi di paura generalizzata e amplificata a dismisura dai media di ogni tipo e appartenenza più o meno dichiarata : tempi di ronde e di accelerazioni populistiche inquietanti in cui il problema ordine pubblico, assurto ad emergenza primaria di una nazione che ha molte altre emergenze nascoste ad arte da una classe politica al capolinea, viene affrontato con una serie di inutili scorciatoie di facikle presa come la caccia sconsiderata all'immigrato e al delinquente emarginato. Il momento giusto per leggere questo sempre opportuno testo di Angela Davis che affronta la questione carceri per una volta dalla parte dei più deboli e degli oppressi, svelando la scarsa fondatezza del rapporto stretto tra aumento delle misure restrittive delle libertà personali e la diminuzione dei reati. E lo fa partendo da un esempio, quello statunitense, dove i diritti umani nelle prigioni sono sovente tenuti in minimo conto, calpestati da un uso della carcerazione che diviene spesso abuso e schiavismo. Fornendo quello che diviene una sorta di manuale di resistenza a tutte le sopraffazioni quotidiane che affliggono il mondo contemporaneo. Le carceri come un simbolo di un modello unico neo autoritario diffuso a macchia d'olio che svilisce la libera convivenza, sottomettendolo alla logica del profitto e di un ordine tanto vago quanto precostituito. Il titolo assoluto, antiproibizionista, è ovviamente provocatorio e sottende un più ampio invito all' abbandono dei luoghi comuni in materia di criminalità e pene da scontare. Affinchè nulla rimanga impunito, ma nel rispetto degli individui, di qualsiasi estrazione sociale, colore o paese siano ; un dato che può sembrare retorico e anacronistico,ma è di pressante attualità anche in una nazione come l'Italia dove da sempre si preferisce il palliativo ad una seria risoluzione dei problemi.

postato da: il tempo di leggere | 18:39 | commenti


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