venerdì, gennaio 26, 2007

PAOLO ROVERSI - "Il mio nome è Bukowsky"  - FERMENTO -  www.fermento.net

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Un romanzo breve brillante, dal carattere ironico, dalla scrittura scorrevole e dalle immagini nitide dove i personaggi prendono forma e colore. Un modo originale per l'autore, Paolo Roversi, di concludere, dopo dieci anni, la trilogia sul suo "mito" e fonte di ispirazione, lo scrittore Charles Bukowski, dedicandogli un' opera letteraria nella  quale, in qualche maniera, lo riporta in vita, proiettandolo in una realta' tutta italiana caratterizzata da forti cambiamenti politico-economici.

Da qui il tono satirico. E' attraverso Romeo, il narratore di questa incredibile vicenda che conosciamo la storia del suo amico, Carlo Boschi, trentenne con un buon lavoro in banca e prossimo alle nozze con la ragazza che tutti vorrebbero, Sara, bionda e ricca.

Il 4 marzo del 1994 a Dublino, Carlo, dal risveglio da un coma etilico, non ricorda piu' nulla di se' e della propria esistenza ma, stranamente, ricorda perfettamente la vita di qualcun altro: infatti da quel momento si presenta come Charles Bukowski, suo scrittore preferito che muore proprio in quello stesso giorno. Che si tratti di reincarnazione?

Dopo aver sconvolto la vita dei propri cari, soprattutto di Sara, Carlo intraprende il suo nuovo o "vecchio" percorso: quello del poeta, bevitore e amante delle donne. Cambia completamente aspetto, modo di parlare e, grazie alla sua sfrontatezza, aiutata dall'alcool, riesce ad attirare su di se' l'attenzione dei mass-media e per un breve periodo diventa un "personaggio".

Purtroppo, non avendo ereditato dal suo predecessore il talento artistico decide di "tornare" al suo vecchio impiego.... tramite un escamotage; e cosi' sfruttando il nome di questo Carlo Boschi per cui tutti lo scambiano, vince il concorso alle poste.....

Un romanzo assai godibile, sospeso tra un'originale "concetto" di casualità ed una irriverente vena letteraria, sapida e del tutto priva di ancoraggi a stili e linguaggi prevedibili o prefissati.

Marta Martellino

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domenica, gennaio 21, 2007

ELENA FERRANTE - "La figlia oscura" - Edizioni e/o - www.edizionieo.it

Ogni romanzo di Elena Ferrante inquieta, rassicura, stordisce, di netto, "recupera" con dolcezza il lettore per poi nuovamente abbandonarlo ad un'infinità di emozioni spesso contrastanti, alla razionalità e al volo incontrastato delle meditazioni. Era stato così per i due precedenti, "L'amore molesto" e " I giorni dell'abbandono", tanto più è così in occasione dell'' uscita di questo bellissimo "La figlia oscura",  dove una madre "intellettuale", "intorno ai cinquant'anni",  si trova a dover gestire improvvisamente, specie per quel che riguarda se stessa, la decisione delle due figlie di trasferirsi in Canada per un incarico di lavoro : la donna scopre, dopo l'inaspettato abbandono subito, di non avvertire più di tanto il peso del distacco, trovando contemporanemente il tempo di rivalutare se stessa e le sue aperture verso il mondo esterno. Si regalerà una vacanza al sud rigenerante che la porterà a diretto contatto con una famiglia di mafiosi e con una giovane figura di donna e mamma di grande intensità attraverso la quale rivivrà le varie fasi della sua vita, e rileggerà il suo modo di essere e di comportarsi nei confronti degli affetti che rimangono ; avranno avuto questi ultimi quello che si attendevano da lei, sarà stata una genitrice assolvibile o troppo egocentrica anche nelle scelte di vita ?  E soprattutto dove finisce l'amore filiale e dove comincia per una donna l'esigenza imprescindibile di dare agli altri per volere maggiormente  bene a se stessa e salvaguardare un proprio equilibrio ?  Sentimenti che non hanno retorica e che sono crescita e sofferenza, ma anche percorso esistenziale, crocevia tra autostima e altruismo, dubbio che è costante apertura al superamento di sempre nuovi interrogativi e al raggiungimento di sempre nuovi obiettivi, alleggeriti dalla patina soffocante, e troppo  spesso dannosamente onnicomprensiva, del "senso di responsabilità, e restituiti alla inquieta, ma palpitante curiosità del vivere.

postato da: il tempo di leggere | 17:38 | commenti (1)


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