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venerdì, gennaio 26, 2007 PAOLO ROVERSI - "Il mio nome è Bukowsky" - FERMENTO - www.fermento.net
Un romanzo breve brillante, dal carattere ironico, dalla scrittura scorrevole e dalle immagini nitide dove i personaggi prendono forma e colore. Un modo originale per l'autore, Paolo Roversi, di concludere, dopo dieci anni, la trilogia sul suo "mito" e fonte di ispirazione, lo scrittore Charles Bukowski, dedicandogli un' opera letteraria nella quale, in qualche maniera, lo riporta in vita, proiettandolo in una realta' tutta italiana caratterizzata da forti cambiamenti politico-economici. Marta Martellino domenica, gennaio 21, 2007 ELENA FERRANTE - "La figlia oscura" - Edizioni e/o - www.edizionieo.it
Ogni romanzo di Elena Ferrante inquieta, rassicura, stordisce, di netto, "recupera" con dolcezza il lettore per poi nuovamente abbandonarlo ad un'infinità di emozioni spesso contrastanti, alla razionalità e al volo incontrastato delle meditazioni. Era stato così per i due precedenti, "L'amore molesto" e " I giorni dell'abbandono", tanto più è così in occasione dell'' uscita di questo bellissimo "La figlia oscura", dove una madre "intellettuale", "intorno ai cinquant'anni", si trova a dover gestire improvvisamente, specie per quel che riguarda se stessa, la decisione delle due figlie di trasferirsi in Canada per un incarico di lavoro : la donna scopre, dopo l'inaspettato abbandono subito, di non avvertire più di tanto il peso del distacco, trovando contemporanemente il tempo di rivalutare se stessa e le sue aperture verso il mondo esterno. Si regalerà una vacanza al sud rigenerante che la porterà a diretto contatto con una famiglia di mafiosi e con una giovane figura di donna e mamma di grande intensità attraverso la quale rivivrà le varie fasi della sua vita, e rileggerà il suo modo di essere e di comportarsi nei confronti degli affetti che rimangono ; avranno avuto questi ultimi quello che si attendevano da lei, sarà stata una genitrice assolvibile o troppo egocentrica anche nelle scelte di vita ? E soprattutto dove finisce l'amore filiale e dove comincia per una donna l'esigenza imprescindibile di dare agli altri per volere maggiormente bene a se stessa e salvaguardare un proprio equilibrio ? Sentimenti che non hanno retorica e che sono crescita e sofferenza, ma anche percorso esistenziale, crocevia tra autostima e altruismo, dubbio che è costante apertura al superamento di sempre nuovi interrogativi e al raggiungimento di sempre nuovi obiettivi, alleggeriti dalla patina soffocante, e troppo spesso dannosamente onnicomprensiva, del "senso di responsabilità, e restituiti alla inquieta, ma palpitante curiosità del vivere. |