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sabato, luglio 31, 2004 PABLO NERUDA - "Per nascere son nato" - GUANDA - www.guanda.it La passione civile, la poetica unica e indimenticabile di Neruda rivivono in questo volume che raccoglie sette quaderni del grande poeta, ricchi di aneddoti, ricordi personali, tributi ad amici scomparsi, considerazioni estetico - contemplative a contatto con la natura, slanci poetico-intimisti, scritti flash di grande intensità, atti d'amore nei confronti del suo paese e della sua gente, descrizioni "pennellate" di viaggi fatti nel corso della propria vita e sempre rimasti dentro, ben vivi. "Per nascere son nato" è un'occasione imperdibile per ritrovare la sua solida morale, quel suo non volersi mai arrendere alla ingiustizie e all'arroganza dei potenti, la sua profonda malinconia nel constatare come il Cile fosse perennemente diviso da enormi differenze sociali, da una mancata redistribuzione delle grandi ricchezze, in mano a pochi eletti, e per questo "terra difficile" , bisognosa di un riscatto popolare. Lo scritto introduttivo, puntuale e commosso, è affidato a Luis Sepulveda. giovedì, luglio 29, 2004 SHIRLEY JACKSON - "L'incubo di Hill House" - ADELPHI - www.adelphi.it
'E sempre tempo di un classico come "L'incubo di Hill House", uscito per la prima volta nel '59. Con ottima scelta editoriale in questa calda estate 2004, Adelphi ripubblica il capolavoro di Shirley Jackson , "maestra del brivido", riconosciuto punto di riferimento, tra l'altro, di tal Stephen King... Le vicende della strana casa appassionano ad ogni nuova lettura come la prima volta; é mirabile e sicuramente memorabile la stessa costruzione della storia, il pretesto narrativa che dà il via e poi corpo al tutto : le indagini professionali di un professore di psicologia, appassionato di casi paranormali, che decide di trascorrere un periodo di studio alla discussa, terrificante Hill House, onde poter scrivere un libro di successo ispirato agli enigmi nascosti nelle sue tante stanze. Per far questo convoca nell'inquietante costruzione due giovani donne, cui è già capitato in precedenza di trovarsi a contatto con arcani fenomeni soprannaturali, ed il nipote della proprietaria della casa ( imposto da quest'ultima come suo rappresentante...), dalla pessima fama di nullafacente molesto. La gestione della casalinga vita quotidiana è affidata ad un'anziana donna, da sempre sul posto, che è solita abbandonare il suo lavoro al calar del sole...Elena e Theodora ( questi i nomi delle due protagoniste femminile convocate dal cattedratico...) stringono presto una forte amicizia, non priva di sgradevole competitività, comunque, e insieme vivranno molte situazioni di autentico terrore, condividendo con i compagni di ventura l'angoscia crescente, ma anche una strana, indefinibile ebbrezza, ispirata dal luogo... Scritto con impagabile eleganza, attraversato da un'ironia che fa il suo gioco assai bene nel clima di generale suspance, giocato egregiamente nel disegno dei personaggi, tutti alla fine attratti e spaventati dall'incerto procedere delle loro avventure giorno dopo giorno, "L' incubo di Hill House" un thriller horror da non perdere, tra i migliori in assoluto pubblicati ( o ripubblicati) di recente. martedì, luglio 27, 2004 EMANUELA AUDISIO - " Tutti i cerchi del mondo" - MONDADORI - www.librimondadori.it Le Olimpiadi sono un rito atteso e seguito in tutte le parti del pianeta che si celebra ogni quattro anni , con gran dispendio di investimenti finanziari della nazione ospitante, grande allerta delle forze di polizia, coinvolgimento massimo dei mass media. Eppure, dietro questo mondo che ama i riflettori, fa più che raddoppiare gli investimenti pubblicitari, innalzando in maniera robusta lo share delle dirette televisive, si nascondono tante piccole storie di sacrifici, di lotte e allenamenti senza fine per raggiungere lo scopo. La Audisio, ben nota giornalista sportiva di "Repubblica" , in questo suo bel saggio dal rapido stile cronistico -narrativo porta a galla con semplicità ed efficacia le vicende di tanti sportivi nel loro quotidiano, lontani dalla telecamere e dagli spot e alla prese con la costruzione del loro successo. Ecco quindi il diciannovenne nuotatore statunitense Michael Phelps, che in vista dei Giochi, non fa che stare in vasca e nutrirsi adeguatamente, rinunciando agli studi e alle ragazze ; ecco il campione di rugby, la cui carriera è stata ostacolata e poi distrutta definitivamente dagli afrikaner, a causa del suo appoggio incondizionato alla causa nera; oppure ancora allenatori di atletica, pallavolo, di paesi molto lontani, lavorare in Italia, per le nazionali azzurre, per guadagnare un dignitoso ingaggio annuale, non senza perdurante nostalgia nei confronti della loro terra madre. "I volti, i paesi, le storie che fanno un Olimpiade" , questo il significativo sottotitolo di un libro piacevole e interessante che prepara ai "Giochi di Atene" senza retorica, dando un giusto valore di fatica, sudore e sano antagonismo allo sport. domenica, luglio 25, 2004 JACQUES - PIERRE ANNETTE - "L'amante di Brecht" - GUANDA - www.guanda.it Nell'immediato dopoguerra a Berlino Est il nuovo regime affida un ruolo di primo piano, per la nascita di una Germania comunista culturalmente evoluta, all'intellettuale, artista Bertolt Brecht. La figura è di primo piano, ma dotata di grande talento, creatività e autonomia di pensiero, quindi i servizi segreti decidono di far seguire molto da vicino l'autore de "L'opera da tre soldi" da una giovane e bella attrice, bisognosa di un riscatto vista la sua provenienza da ambiti cosiddetti controrivoluzionari. Inizia così un rapporto difficile tra maestro e allieva con quest'ultima cui tocca l'ingrato compito di osservare e "tradurre" ogni mossa del grande autore onde subito avvisare e se necessario allertare gli organi predisposti al controllo, all'individuazione e all'arresto di ogni spia filo -americana sospetta. I momenti di tensione amorosa tra i due non mancheranno, così come le diatribe lavorative dietro le quinte degli spettacoli che li impegneranno nelle vesti di regista e primattrice, anche se le condizioni di salute assai precarie di Brecht conducono con sè anche un'estrema incostanza umorale. Il romanzo vive di questa continua alternanza tra riferimenti precisi temporali alla cronaca e al momento storico ( siamo nel 48) e le belle immagini, i bei profili, ottimamente caratterizzati, dovuti all'ispirata invenzione letteraria. Il libro si legge velocemente, oltre che per la particolare, "mossa" struttura narrativa, anche per la qualità e la scorrevolezza dello stile di Amette, amante di una scrittura non manieristicamente calligrafica, ma di ottima qualità anche formale. venerdì, luglio 23, 2004 ADRIAN N. BRAVI - "Restituiscimi il cappotto" - FERNANDEL - www.fernandel.it
Adrian N. Bravi è uno scrittore argentino che vive da quattordici anni in Italia. Ha imparato a perfezione la nostra lingua, tant'è che nelle note introduttive la casa editrice Fernandel tiene a precisare di non essere intervenuta sul testo per modifiche o integrazioni. "Restituiscimi il cappotto", in effetti, è un breve romanzo con una sua originalità di linguaggio : è scritto con un incedere ipnotico che conquista l'attenzione del lettore e la mantiene sino alla fine. 'E un lungo, combattuto, nervoso, indignato, soliloquio di un aspirante suicida cui la perdita del cappotto ha impedito di compiere il disperato gesto. Senza lavoro, sfrattato di casa, con comprensibili difficoltà economiche e pressanti dubbi esistenziali, il protagonista della narrazione decide di farla finita e di passare a miglior vita : proprio mentre sta organizzando nei dettagli la sua dipartita, mentre si concede un brindisi finale al bar, viene beffato da uno dei presenti che si dilegua con il suo soprabito. Di qui inizia lo stato di disperazione del "sopravvissuto a se stesso" che inizia un suo dialogo a distanza con il ladro-salvatore che culmina in una richiesta di pacifica archiviazione del brutto episodio ( con tanto di restituzione del maltolto, ovviamente..). Specie le prime pagine di questo riuscito monologo letterario raggiungono un'intensità espressiva ed una tensione emotiva non comuni : tutto il romanzo vive comunque di una sua dolente introspezione, di un senso di disagio opprimente, di un malinconico, incalzante spirito autodistruttivo che è anche autodafè lucido, impietoso, serrato. Un buon esordio italiano per Bravi, un libro sicuramente da leggere, che si ricorda, singolare nella sua stessa costruzione. mercoledì, luglio 21, 2004 SERGIO ENDRIGO - "Quanto mi dai se mi sparo? " - STAMPA ALTERNATIVA - www.stampalternativa.it Dalla canzone d'autore alla letteratura il passo è breve : Endrigo lo compie come meglio non potrebbe, regalandoci un romanzo di rara intensità che unisce ad un ottimo impatto formale, ad una scrittura sicuramente ispirata e lieve, contenuti assai profondi e amari che ci riconducono alla colpevole, miope indifferenza nei confronti del talento, puro e non legato alle mode passeggere, che sovente la fa da padrone nello smalizato, fin troppo cinico, mondo dell'industria musicale. Attraverso le vicende altalenanti della carriera artistica di tal Joe Birillo Endrigo rivive i momenti di stasi della sua pluridecennale attività, le incomprensioni con i suoi manager, le difficoltà incontrate negli ultimi anni a imporre le sue personalissime proposte senza tempo, le sue canzoni popolari e parimenti "aristocratiche", liriche, riconoscibili tra mille. Ad un certo punto lo stanco e demotivato Joe arriverà ad ipotizzare soluzioni estreme per far sì che l'attenzione di pubblico e critica ricada generosa su di lui, ma organizzare un gesto clamoroso non sarà facile, imporrà la scelta di scaltri collaboratori, il patteggiamento con affaristi esperti... " Quanto mi dai se mi sparo?'" non va raccontato, ha una trama singolare, fascinosa e coinvolgente sino all'ultima pagina, va letto con avidità e attenzione. E pensare che un libro del genere, sicuramente tra i migliori titoli in circolazione, ha rischiato di non essere conosciuto da un pubblico anche vasto : pubblicato, infatti, in sordina da una casa editrice svizzera nel '95, è stato poi successivamente rifiutato dalle più grosse case editrici italiane. Un errore cui ha posto rimedio fortunatamente Stampa Alternativa che ora lo ha rimesso sul mercato con grande merito e ottimo investimento editoriale e d'immagine. " Quanto mi dai se mi sparo?'" è infatti un capolavoro di sensibilità e di stile, di dolente attualità, che non vincerà mai probabilmente un premio letterario, ma che rimarrà impresso nella memoria e nell'anima di chi lo ha letto o lo leggerà in futuro. lunedì, luglio 19, 2004 UMBERTO ECO - "La misteriosa fiamma della Regina Loana" - BOMPIANI - www.bompiani.rcslibri.it Yambo, un collezionista e venditore di libri d'antichità, si ridesta da un coma privo di memoria autobiografica, dotato solo della memoria semantica, cioè di quella riguardante i dati culturali, le immagini collegate ai nomi, elaborati sin lì nel corso della sua vita. Ogni riferimento alla sua personale esperienza, ai fatti più significativi del suo "privato" sembrano andati definitivamente persi. Non è facile orientarsi senza riferimenti precisi relativi alla propria sensibilità e al proprio vissuto, per cui la moglie gli consiglia di trascorrere un periodo più o meno lungo nel casolare di campagna dov'è cresciuto da bambino. Yambi accetta e si trova a contatto con un mondo che gli appartiene e di cui deve riappropriarsi al più presto. Attraverso oggetti appartenuti ai parenti più stretti nonchè a lui stesso, il "colto smemorato" rivive un bel po' di storia patria e familare che rimangono per lui avvolti in una fitta spirale di nebbia che lo allontana dall'indispensabile consapevolezza. Lo stato di salute precario non consente di sopportare senza conseguenze una simile sequela di emozioni : Yambo ritorna in una condizione di incoscienza che non riesce a definire nel racconto di ciò che gli accade, ma un festival di apparizioni multicromatiche, un po' sacre, un po' profane, lo avvolgono in un delirio sempre meno lucido che non necessariamente lo condurrà verso la comprensione di quello che gli sta accadendo, non si sa bene in quale dimensione... Con questo suo nuovo romanzo Eco affronta il tema della memoria anche come condizione dello spirito, come proiezione verso un futuro dall'aspetto non chiaro, incerto. Yambo cerca di recuperare il passato, ma quest'ultimo è divenuto ormai un'esplosione anche pirotecnica, ma a se stante, di figure idealizzate, quasi irreali, esistite e sperdute ormai in ricordi vaghi : l'inafferrabilità del volo onirico, la mancanza di basi di ripartenza, lasceranno spazio a qualcosa che giustifichi il tutto, che dia un senso e una ragione a questo continuo susseguirsi di frame "schizzati"qua e là ? Eco ci regala un libro a tratti anche divertente, brioso, specie nell'incedere narrativo, ma stavolta alla fine rimane la sensazione che, al di là di ogni visione e di ogni storia personale o collettiva, ci sia in fondo un pessimismo malinconico, piuttosto dolente e disilluso, che non lascia spazio a traguardi da raggiungere di ampio respiro, ma solo ad oscuri e sfocati punti d'approdo nel "vuoto che avanza"... domenica, luglio 18, 2004 GRAZIA VERASANI - "Quo vadis, baby"? - MONDADORI - www.librimondadori.it La protagonista di questo noir che sta ottenendo più che buoni riscontri di pubblico in questa estate 2004, è un'investigatrice privata in perenne crisi di identità. Molto appassionata di musica, quarantenne piuttosto indipendente e sentimentalmente disillusa, Giorgia Contini vive senza grandi acuti nella sua Bologna, tirando tardi la sera spesso e volentieri. Nulla sconvolgerà il suo tran tran di nottambula piuttosto demotivata e "sul depresso", se non il ritrovamento di una scatola contenente le lettere che la sua sorella Ada ( attrice a Roma alla ricerca di una soddisfacente realizzazione professionale) , suicidatosi molti anni prima, inviava al suo non facile amore segreto. L'episodio metterà in azione una Giorgia -detective molto più decisa e motivata che avrà anche l'occasione per capirne di più su una scomparsa, che a suo tempo l'aveva lasciata sconvolta, sorpresa e senza possibilità d'intervento. La Contini alternerà così la risoluzione dei casi a lei proposti da sconosciuti clienti dell'ultima ora , sovente alle prese con situazioni quantomeno anomale, alla ricerca, anche dolorosa, della verità, riguardo la tragica fine di Ada. Scritto con linguaggio moderno e discreto ritmo, giocato molto di più sul disegno dei personaggi e sulla ambientazione dei vari accadimenti che sul vero e proprio intreccio narrativo, "Quo Vadis, baby?" è un noir all'italiana di buona fattura, un ritratto della provincia ricca e gaudente, ma non priva di misteri irrisolti e di inquietudini permanenti, sicuramente personale e di gradevole lettura. venerdì, luglio 16, 2004 ANNE TYLER - "Un matrimonio da dilettanti" - GUANDA - www.guanda.it La storia di una coppia di innamorati che appassionatamente si sposano e poi attraversano insieme tanti episodi di vita ed accadimenti, interni ed esterni al loro nucleo familiare, cercando sempre di fare in modo che il loro matrimonio resista...A volte può succedere, però, che anche una piccola incomprensione, non più grave di tante altre, faccia esplodere rancori mai sopiti e conduca al distacco. Pauline e Michael si conoscono sin da giovanissimi : lui parte per il fronte ( all'indomani di Pearl Harbour) e lei è lì a salutarlo commossa. Michael ritorna a casa dalla guerra e lei è sempre lì.... Un'unione legalizzata, i figli e tante incomprensioni ed incompatibilità caratteriali che rendono elettrico il clima. Ad un certo punto c'è anche da affrontare il distacco traumatico dai genitori della loro prima figlia, spirito libero che non gradisce vincoli e fa perdere le tracce di sè. Tutto sopportabile, gioie, dolori, contrasti duri e quotidiani, ma tanti i dubbi sull'amore, sul vero o illusorio amore provato in due. L' urgenza della vita riesce sempre e comunque a fare da collante, fin quando l'avanzare dell'età rende possibili i colpi di testa, le decisioni clamorose. Poi sarà tutto un succedersi di ripartenze, di nuove fiamme, fino al manifestarsi di un destino giocoforza non unificante. La Tyler, come al solito, ci conduce per mano in un'atmosfera sempre "accesa" e piena di sorprese : fianco a fianco con una famiglia americana "colpita da improvviso benessere", con le sue routinarie paturnie e le sue complicate convivenze. Come al solito il senso di perdita, alla fine farà giustizia di molti dubbi e di molte esagerate messe in discussione. Tenero, intriso di humour di prim'ordine come di dolorosa malinconia, "Un matrimonio da dilettanti" è l'ennesimo splendido romanzo di una delle autrici sicuramente più sensibili, profonde e piacevoli da leggere dell'attuale scena letteraria mondiale. martedì, luglio 13, 2004 A.A.V.V. - "Gli amori che abbiamo vissuto" - GUANDA - www.guanda.it Dieci noti autori sudamericani ( tra cui Luis Sepulveda e Mario Delgado) alle prese con storie d'amore che diventano brevi racconti grazie al loro gusto e alla loro notevole sensibilità letteraria. Le esperenze vissute si mescolano con l'arte del saper narrare, realtà e fiction benintesa diventano probabilmente un tutt'uno e la forza dei sentimenti, della passione, dell'attrazione anche chimica tra due persone, la chiave di lettura unificante, il minimo comune denominatore di questi episodi vivi, vitali, che ruotano intorno a potere di conquista e senso di abbandono, ossessione del possesso, idealizzazione fine a se stessa e pericolo di usura per i legami che diventano rapporti fissi e continuati. Alla fine prevale l'idea che l'irrazionale pervada inevitabilmente e perennemente la sfera dei sentimenti e che l' amore migliore, quello perfetto e difficilmente raggiungibile, sia quello mai concretizzatosi, quello del giorno dopo, quello ancora da incontrare, che cambia radicalmente le tue giornate e neanche te ne accorgi.... Un vero e proprio manifesto programmatico di "seria resistenza alla quotidianità delle emozioni", di esaltazione della dolce utopia benefica, che almeno concede il lusso della rara, lontana speranza... Meglio non privarsi di un forte sentire sempre e comunque, abbattere gli steccati anagrafici, i calcoli strategici, ma ci si potrà mai fidare di se stessi e degli altri quando si è, anche per pochi istanti soli, travolti da insolito desiderio? Perchè spesso proprio colui/ lei che senti sfuggente susciterà il tuo interesse ed eserciterà la tua pazienza oltre il comprensibile? Storie che spingono all'identificazione, che rendono il lettore sovente protagonista, coinvolto in pieno, in questioni di pelle... e di cuore. Splendida raccolta di racconti che mette in vetrina il meglio della letteratura sudamericana contemporanea. Lettura gradevole e appassionante. Ideale in ogni stagione e in ogni fase della propria vita ( per la legge dei famosi corsi e ricorsi.... amore e disamore....). lunedì, luglio 12, 2004 MAURIZIO DE PAOLA - "Deep Purple" - EDITORI RIUNITI - www.editoririuniti.it La collana "Legends" di Editori Riuniti si arricchisce di un nuovo, prezioso volume. Storia, discografia ufficiale, "autoritratto" dei protagonisti di una delle band storiche dell'hard rock più tecnicamente evoluto e dirompente di tutti i tempi, gli ormai leggendari Deep Purple di Ian Gillan &. Co. Molto interessante anche la parte finale del libro, dedicata agli eredi, a quelli che hanno imboccato la stessa strada, senza mai nascondere la vera e propria adorazione nutrita da sempre nei confronti del celebre gruppo britannico. 'E bene che gli appassionati del suddetto genere musicale approfondiscano il viaggio all'interno dell'indimenticabile panorama rock anni settanta.... domenica, luglio 11, 2004 MARIA LATELLA - "Tendenza Veronica" - RIZZOLI - www.rizzoli.rcslibri.it Lady Berlusconi non ha mai amato, tranne che nel corso della sua carriera d'attrice di un tempo, le luci dei riflettori. Sempre ha tenuto a dare di lei un'immagine defilata rispetto alla figura sempre molto accentratrice del marito e al suo ruolo istituzionale; anzi, in molti casi, Miriam Raffaella Bartolini ( in arte e pubblicamente conosciuta come Veronica Lario ) ha finito per assumere il ruolo della saggia mater familias all'interno dell'entourage Berlusconi, nonostante sia molto più giovane del suo celebre compagno e della maggior parte dei suoi più stretti collaboratori. A conoscerla da vicino sono in pochissimi, in ogni ambito che dir si voglia: una delle poche, forse l'unica che è riuscita da qualche anno a stabilire un contatto diretto con lei, divenuto anche profonda amicizia, è la giornalista del " Corriere della Sera" Maria Latella che infatti le ha costruito su misura questa biografia abbastanza contenuta nei toni, che si legge con curiosità e senza fatica e ci offre il quadro di una donna famosa che non ha mai rinunciato alle proprie idee, al proprio modo di vedere le cose nel corso di questi suoi anni di "illustre matrimonio".La Latella, che solo qualche mese fa aveva pubblicato il saggio "Regimental" sulla Prima Repubblica, ormai ha inventato un suo stile morbido e leggero, ma scattante, ritmato, che sa indulgere nel gossip senza timori reverenziali nei confronti di Vip o chicchessìa, ma che riesce parimenti a evitare cadute di tono o "manie pettegole". Certo, chi si avvicina a questo libro, lo fa, inutile nasconderlo, con la speranza non recondita di saperne di più sull'attuale rapporto umano e amoroso tra la Lario e Berlusconi : e, anche se la bellissima compagna di vita del Cavaliere non perde occasione per ribadire la grande stima professionale che da sempre nutre nei confronti del marito, per condividerne, almeno per sommi capi, il decisionismo politico-imprenditoriale e per giustificarne gli slanci di megalomania in eccesso, la sensazione è che il matrimonio viva una stagione di crisi non passeggera. La Lario sottolinea che per troppi anni è stata costretta ad ascoltare senza poter pretendere neanche sporadicamente di essere ascoltata, non nasconde di aver progettato un anno sabbatico da dedicare interamente a se stessa, in giro per il mondo, lontana da tutti, come una persona qualunque. E quando parla del suo matrimonio è poco lirica e molto realista, come una madre di famiglia che "resiste" rassegnata : " Tra noi c'è un affetto profondo e non abbiamo mai pensato di mettere la parola "fine" alla nostra storia. 'E vero, non ci nutriamo della continua presenza dell'altro : la passione ha lasciato il posto ad un sentimento più maturo ( che fa sì, comunque, che spesso trascorrano i week end, uno in Sardegna , uno a Macherio...). Il mio è alimentato dalla riconoscenza per avermi dato una famiglia in cui ho potuto realizzarmi". Una riconoscenza che però non sempre riesce ad essere più forte della sensazione di sentirsi incompresa e senza un effettivo dialogo col proprio uomo " Non sono una moglie che esercita il diritto di critica. O meglio: le mie osservazioni possono avere un peso se rivolte a terzi. Ma criticare lui no, non sarebbe compreso. Perciò, alla fine ho rinunciato. I miei "no", come del resto quelli degli altri, lo infastidiscono e so che spesso questo suo atteggiamento mi fa apparire "dall'altra parte", non dalla sua. Che posso fare ? 'E sempre stato così". Insomma, ci sono abbastanza elementi per tracciare il profilo di una Veronica Lario sempre più autonoma nei suoi giudizi a largo raggio, spesso costretta a prendere le distanze da un marito gaffeur, barzellettiere o criptico -insinuatore ( il caso Cacciari docet...) che Dante, a suo dire, se lo avesse conosciuto, avrebbe confinato in un "angolo del Purgatorio"...Una first lady che rifugge da ogni ruolo che le vogliono assegnare gli altri, che ha educato i figli alla scuola steineriana, lontani dal consumo indiscriminato di televisione, e che legge tanto e segue tutte le arti con vivo, quotidiano interesse. E che magari potrebbe anche prima o poi uscire allo scoperto, in un modo o nell'altro..(i figli sono ormai cresciuti, lo dice lei stessa, non avranno più costantemente bisogno di lei...cosa farà la Lario da grande ? ). venerdì, luglio 09, 2004 NICOLA TRANFAGLIA - "Come nasce la Repubblica" - BOMPIANI - www.bompiani.rcslibri.it Professore dal '70 di Storia Contemporanea e Storia dell'Europa nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino, Tranfaglia è anche noto editorialista e saggista. Questo suo ultimo libro sulla Storia dell'Italia Repubblicana ha un sottotitolo assai esplicativo : "la mafia, il Vaticano e il neofascismo nei documenti americani e italiani - 1943/ 1947". I documenti presentati in questa antologia provengono direttamente dagli archivi dell'Office of strategic services ( il servizio segreto statunitense dal '42 al '45, l'Oss appunto) e dello Strategic services unit ( Ssu, '45 -46) e furono desegretati per la prima volta tra il '99 e il 2000 dall'amministrazione del presidente Clinton. Inoltre nel volume sono stati inseriti quattro documenti reperiti presso l' Archivio centrale dello Stato a Roma e due documenti provenienti dall'archivio del Pci presso la Fondazione Gramsci . Ci sono tutti gli elementi per riscostruire in maniera più approfondita e basata sui fatti la storia patria di anni complicati in cui finalmente si stava per uscire da una guerra massacrante e per imboccare la strada di una moderna democrazia. Quale fu il ruolo che giocarono gli Stati Uniti e la superpotenza sua antagonista, l'Unione sovietica, in questa fase di ricostruzione delle istituzioni? Intrighi, interessi di parte, appoggi insospettabili, politica, potere e affari si intrecciano in questo saggio appassionante che conduce alla scoperta di fatti, personaggi e situazioni che non sempre hanno avuto nei decenni trascorsi sin qui la giusta eco su giornali e trattati storici. Indispensabile in biblioteca ( per capire anche meglio il presente...). giovedì, luglio 08, 2004 MARGARET MAZZANTINI - " Zorro - un eremita sul marciapiede" - MONDADORI - www.librimondadori.it "La scrittrice", sempre a caccia di break esterni che rompano il suo isolamento di lavoro, si imbatte in un clochard per le strade di Roma. Di lì nasce l'idea di dedicare un libro alla figura mitica del barbone, uno scritto che possa anche essere d'ispirazione per atipiche, non di routìne, pièce teatrale. La Mazzantini confessa nell'introduzione di nutrire una profonda simpatia nei confronti del disadattato cronico, che vive o sceglie di vivere ben al di fuori della civiltà dei consumi, distante dalla società e dall'inserimento ufficiale in essa, orgoglioso della sua splendida solitudine e di non dover dar conto a nessuno. Per l'autrice di "Non ti muovere" la vita on the road di questi meno fortunati individui che hanno imparato a rinunciare ad un benessere anche minimo è assimiliabile all'esistenza di molti artisti incapaci di seguire un percorso standard, inquieti, incoerenti nella loro creatività, nella loro sete di eterno cambiamento, di novità, di guerra alla piattezza, alcuni dei quali divenuti famosi e ricchi nonostante tutto e perciò ben alloggiati in confortevoli dimore. "Zorro", invece, non è stato baciato dalla buona sorte : aveva un lavoro ed una donna e le circostanze della vita lo hanno portato a rimanere solo, prima cercato occasionalmente, poi man mano allontanato definitivamente da amici e parenti."Zorro" ha sofferto per amore, si è trovato coinvolto da spaventato autista nell'investimento di un pedone che poi ha avuto un esito tragico : ha verificato l'inaffidabilità di alcuni rapporti amorosi, di alcune donne molto egocentriche e volubili nelle relazioni, si è legato ad un cane che ha dovuto abbandonare, ma di cui porta sempre con sè il collare per ricordo. Alla fine, pur essendo diventato insofferente e scettico nei confronti degli altri esseri umani, non riesce ugualmente ad invidiare certi sonnolenti stili di vita più o meno piccolo borghesi e conformisti : non si arrende mai all'ineluttabilità del fato e la sua libertà non gli sta stretta, gli consente almeno di sognare, di perdersi sotto un balcone in slanci onirico-sentimentali, di desiderare una giovane e attraente donna di servizio del centro di accoglienza diurno dove quando capita cura la sua igiene personale. Tutto può succedere, anche una nuova, improvvisa passione, "galeotto" un cambio di asciugamani e l'occhiata giusta... Stringato, veloce, malinconico, ma mai disperato e retorico nei toni, " Zorro" è un monologo teatral -letterario scritto molto bene e concepito con una buona dose sicuramente di felice ispirazione. Quella "giusta". mercoledì, luglio 07, 2004 GIANLUCA MOROZZI - " Accecati dalla luce" -FERNANDEL - www.fernandel.it
Essere fan di Bruce Sprinsteeen è uno stile di vita, quasi un "orgoglio di razza", che non va confuso con la semplice, anche se accesa passione per le canzoni del Boss ; essere un fedelissimo del più amato cantautore "Born in the Usa" significa non perdere un suo concerto "ovunque sia" ( purchè in Europa, magari...) essere sempre informatissimo su cd, pubblicazioni varie, video -bootleg o dvd che riguardano in prima persona o anche solo di rimando, " per citazione", il più grande "fondista" della canzone d'autore internazionale, colui che "nato per correre" è riuscito nella non facile impresa di attraversare gli States e di dare voce, spesso con intensi e diretti gridi di dolore in forma di essenziali, acustiche ballad, all'America non sempre e comunque agiata e sorridente, ma sovente alle prese con problemi e situazioni di ordinaria emarginazione e sofferenza. Essere sprinsteeniani dentro significa non sottrarsi alle code più lunghe e snervanti per l'acquisto dei biglietti, dialogare con i compagni di ventura azzecando i toni e i commenti giusti, condivisi da tutti, guadagnare le transenne nel momento della consacrazione live, e riuscire in qualche modo ad incontrare Bruce o componenti della sua band in giro per la città per vedersi realizzare il sogno della copertina d'album impreziosita dall'autografo autentico del "mito". Morozzi racconta da cronista attento e ironico un'esaltazione collettiva "giusta", il doping della buona musica, l'impegno civile legato ai contenuti delle canzoni di Springsteen, la parte ancora idealista delle ultime generazioni che venera un po' troppo i suoi punti di riferimento, ma che non si annulla unicamente nella ricerca del consumo più trito e spersonalizzante. I "ragazzi" di Morozzi saranno anche fan dallo scarso autocontrollo, ma di fondo hanno un'idea di società, dei loro valori, se son modaioli lo sono in modo inconsapevole, non perchè a caccia unicamente di un atteggiamento qualificante, di un modo di apparire "vincente".... Altra storia rispetto ai più griffati e "fighi" consumatori di aperitivi con olive della Bologna ( teatro, sfondo e valore primo della narrazione...) bene. Senza tentazioni manichee. Per puro e semplice amore della verità. martedì, luglio 06, 2004 FABIO PUSTERLA - "Folla sommersa" - MARCOS Y MARCOS - www.marcosymarcos.com
In un mondo veloce, popolato da individui spesso estremamente pragmatici e "privi di scrupoli", dove il volo incontrollato della fantasia sembra più legato al consumo, allo status symbol che alla "voglia di cambiare il mondo", quale spazio ha la poesia? ( se ce l'ha...). Quello di sempre. Tra la gente. E' lì a cercare eposodi lirici nella tranquilla normalità del quotidiano, a tramutare sensazioni in versi, ad indagare sull'animo umano, ad origliare dietro le porte, tra la folla, i discorsi, le aspettative delle persone per poi collegarle alla propria raffinata forza espressiva, all'arte di dire con soave leggerezza. Le opere di Pusterla, sicuramente uno dei maggiori poeti italiani contemporanei, travalicano la realtà con le loro immagini sospese, la vivono con quel quid di indispensabile, trasgressiva capacità di evasione, attraversano il buio delle emozioni alla ricerca della luce "che ha bisogno di ostacoli per rendersi pienamente visibile" . La luce che, come la poesia, è ritmo, il "ritmo della vita". lunedì, luglio 05, 2004 BERNARD MAC LAVERTY - " Cal" - GUANDA - www.guanda.it Cal è un diciannovenne disoccupato che rinuncia al posto sicuro al mattatatoio che i buoni uffici del padre, che lì lavora, gli avrebbero consentito di ottenere. Vive con il sussidio di disoccupazione, frequenta la biblioteca comunale, illudendosi di potersi sottrarre al clima di guerra che caratterizza un'Irlanda dove cattolici e protestanti rifiutano la reciproca legittimazione e si combattono senza risparmio. Il giovane riuscirà a trovare una sistemazione presso una fattoria, ma sarà coinvolto dalle frange più esagitate dei lealisti in terribili spedizioni punitive contro l'avversario che gli rimarranno dentro come un opprimente segreto, un non superabile complesso di colpa, soprattutto quando incontrerà una donna con qualche anno piu' di lui che gli mostrerà interesse e affetto. A quel punto il suo coinvolgimento nei moti terroristici gli impedirà di poter vivere una normale vita di relazione e lo condurrà dritto invece al confronto, anche fisicamente traumatico, con le forze di polizia. Mac Laverthy parla di realtà dove la speranza è assente e dove l'energia e la voglia di fare di un tranquillo ragazzo son già incanalate da un avverso destino sui binari della sofferenza, della auto emarginazione militante e "fuorilegge". Cal non ha diritto a condurre l'esistenza che sogna, fa parte di un disegno più grande di lui e deve sottostare, ribellarsi sarebbe inutile. Quelli come lui sono nati già vecchi e senza futuro. domenica, luglio 04, 2004 JAKOB ARJOUNI - "Idioti" - GUANDA - www.guanda.it Tutto può apparire tremendamente complicato nella vita, come improvvisamente facile ed agevole se incontri una fata che ha la risoluzione dei tuoi problemi tra le sue priorità... I protagonisti di questo divertente romanzo dello scrittore tedesco Arjouni hanno la fortuna di imbattersi in questa eterea e salvifica figura che chiede loro un desiderio da esaudire che non riguardi "immortalità, salute, denaro, amore". Ecco quindi un pubblicitario riuscire con il "miracoloso intervento" a ridurre il suo socio a più miti pretese per salvare la comune società; ecco ancora la mamma "discografica" riuscire a recuperare la considerazione e l'affetto del figlio cantautore dopo molte incomprensioni ; o ancora il romanziere in crisi ritrovare fiducia e chiarezza d'intenti ; il padre, giornalista frustrato, realizzarsi nel successo del figlio; il produttore cinematografico sonfiggere gli attacchi di panico. La fata per i personaggi di Arjouni funge da stimolo, li motiva, fa in modo che abbandonino angosce e senso di rassegnazione e ritornino a vivere la loro esistenza in maniera più libera e consapevole. Non è il denaro, la fama, quello che loro cercano in fin dei conti, ma la possibilità di essere orgogliosi di un qualcosa, di "riempire" i loro giorni, di superare l'incomunicabilità che spesso di questi tempi inibisce, rende difficili e precari i rapporti tra le persone. E alle volte tanti piccoli quotidiani miracoli hanno un potenziale rivoluzionario superiore a tanti eclatanti progetti, a tante esplosioni di super ego. Le fate giuste esistono... Leggere per credere. venerdì, luglio 02, 2004 MARCELLE SAUVAGEOT - "Lasciami sola" - GUANDA - www.guanda.it In un momento difficile della propria vita, con gravi problemi di salute che la costringono ad una lunga degenza in un sanatorio, una donna riceve la sostanzialmente cruda epistola della persona amata che le comunica che sta per sposarsi con un'altra e che a lei può solo riservare un'amicizia che non coinvolga sentimenti più profondi. La figura femminile "abbandonata" in questione è l'autrice del presente "Lasciami sola", Marcel Sauvageot, che , in risposta alla cocente delusione subita, col massimo del trasporto emotivo come della dignità di persona e dell'obiettività a lei consentita da un difficile stato d'animo, scrisse un bellissimo "commentaire" che da più di settant'anni conquista per la sua autenticità, per il dolore maturo di cui è permeato, per gli argomenti che affronta con lucido realismo, per quel senso di eternità che regala parlando d'amore, di rapporti tra le persone, di vulnerabilità fisica, di voglia di vivere e di consapevolezza della fine imminente. La Sauvageot è donna prostrata da un male non curabile, ma ha chiaro che deve resistere alla tentazione di implorare pietà e compassione dal suo ex uomo ; non ha mai rinunciato alll'indipendenza di pensiero, alla sua personalità anche durante le fasi più calde e coinvolgenti della sua relazione. Il suo carattere, il non volersi mai abbandonare al ruolo di semplice comparsa asservita unicamente ai desideri e alle aspirazioni del suo compagno son qualità che vengono evocate da quest'ultimo nella missiva come difetti, spigolosità insopportabili : ma non c'è tempo per inutili messe in discussione, il ruolo della donna va cambiando, avrà pure conquistato nei secoli il diritto all'ascolto, alla libera espressione del suo modo di essere e di pensare, no? A quali assurdi pretesti si appoggia per tacitare la sua coscienza chi fugge in amore ! Meglio ricominciare a vivere in solitudine, contando sulle proprie deboli forze, fin quando è possibile resistere...Intenso, commovente, pieno di spunti e di valutazioni personali e nello stesso tempo universali sul non facile mestiere del vivere ed emozionarsi in amore, "Lasciami sola" è un capolavoro senza tempo da leggere e rileggere negli anni. giovedì, luglio 01, 2004 HELLA HAASSE - "Tiro ai cigni" - IPERBOREA - www.iperborea.com ![]() Un "romanzo della memoria" pieno di rivisitazioni, di storie familari, di percorsi immaginari e realmente battuti che si incastrano splendidamente in un'atmosfera sempre un po' sospesa, che conduce il lettore in un viaggio senza steccati temporali, che è nostalgia del passato, ma è anche orgoglio presente, legame ben stretto con le proprie radici e la propria "gente". La Haasse si muove assai bene tra autobiografia e fiction, tra immagini simboliche ( i cigni avvistati durante un tragitto in treno...), ricordi infantili di nonne belle, ricche e "decisioniste" sempre e comunque, sorelle "riscoperte" e uomini che divengono indispensabili compagni di vita ; il tutto alla ricerca di un significato più profondo e autentico che dia un senso al tutto e non necessariamente sempre una spiegazione o un'interpretazione razionale ai vari accadimenti reali che uno si trova, anche contro la sua volontà, a vivere nel corso della propria esistenza. Lettura sofisticata e di gran spessore emotivo, che lascia il segno. |