lunedì, maggio 31, 2004

CHRISTIAN RAIMO - "Dov'eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro?"- MINIMUM FAX - www.minimumfax.com

Uno scrittore giovane con "memoria storica" che sa fotografare il presente con lucido senso di disagio, attraverso i suoi personaggi sempre in qualche modo costretti a vivere una vita che sta loro stretta, a respirare "il nulla che gira intorno" in una concatenazione di eventi, piccoli e grandi, pubblici e privati, che non favoriscono il raggiungimento di un vero equilibrio, un senso di costruttivo ottimismo e di conseguente fede nel futuro. Le figure cui Raimo affida il ruolo di protagonisti di queste sue storie non hanno bene idea di quale percorso di salvezza seguire : non intravedono vie di uscita ad una diffusa opera di normalizzazione delle coscienze che spegne i loro entusiasmi. Vivono in una società occidentale che ha perso la via maestra e si accontenta di navigare a vista , senza slanci ideali, e procede quasi come se quotidianamente dovesse "timbrare il cartellino" alla propria esistenza. Quasi tutti "resistono" in un' Italia messa alle corde dalla caduta di ogni scrupolo etico, non sanno sopportare la grigia mediocrità della totale disillusione, sanno bene di essere circondati da un vuoto opprimente, da aspettative sentimentali sempre più ingannevoli, da un'atmosfera "di fuga e di rinuncia". Eppure sono lì a rincorerre malgrado tutto un'emozione forte, un'utopia folle, la ripartenza giusta. Una raccolta di racconti che segue il fortunato esordio di "Latte" e che merita di essere letta e "vissuta" a dovere.

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sabato, maggio 29, 2004

BLAKE MORRISON - "Quel che mia madre non mi ha mai detto" - GUANDA - www.guanda.it

Poeta, saggista e scrittore inglese Black Morrison, dopo il memoir dedicato al padre, "And when you did you last see your father", incentra questo suo nuovo libro sulla figura della madre, che descrive con stima e amore filiale davvero raro. Cresciuto in un'atmosfera apparentemente serena, senza problemi di troppo, solo dopo la scomparsa dei due genitori Morrison scopre che, dietro quella calma apparente, si nascondevano incomprensioni ed ambiguità di comportamento impensabili. Entrambi medici, conosciutisi in Inghilterra dove la madre, irlandese, si era recata per lavoro, Agnes e Arthur Morrison erano riusciti a rimanere assieme negli anni solo grazie alla capacità di sopportazione e al coraggio della prima , disposta a perdonare molte scappatelle al marito e persino lunghe storie parallele. Attraverso lettere ritrovate dopo la perdita della mamma, Blake ha quindi modo di ricostruire in maniera inedita le vicende della sua famiglia e ciò non fa che rafforzare il suo attaccamento alla stoica Agnes, capace anche di non far pesare al figlio i suoi malumori e le sue malinconie, equilibratissima nel dominare i suoi stati d'animo con lodevole altruismo. "Quel che mia madre non mi ha detto" appare come una commossa e e spontanea "dichiarazione d'amor filiale", piena di gratitudine e di doloroso rimpianto per un affetto ad ogni modo insostituibile.

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venerdì, maggio 28, 2004

ULLA ISAKSSON - "Alle soglie della vita" - IPERBOREA - www.iperborea.it

Da questo libro fu tratta nel '58 la sceneggiatura, scritta dalla stessa Isaksson, per l'omonimo film di Ingmar Bergman che fu premiato poi quello stesso anno a Cannes per la "miglior regia". Di  ambientazione prettamente teatrale, come molte pellicole del grande cineasta svedese, "Alle soglie della vita" ha la sua location nel reparto maternità di un ospedale dove tre aspiranti puerpere, Cecilia, Stina e Hiordis  si incontrano nell'attesa spasmodica del fatidico evento. Cecilia crede di non meritare una simile gioia, anche perchè non amata da un marito, a suo avviso neanche felice dell'idea di paternità ;  Stina, invece, vive il momento con   grande esaltazione, contentissima  e legatissima al suo premuroso  consorte; Hiordis, infine, deve imparare ad apprezzare il suo ruolo di prossima mamma, perchè non ha un rapporto sentimentale serio e si sente sola e abbandonata al suo destino. Sarà proprio quest'ultima, alla fine, ad avere miglior sorte, perchè le prime due perderanno il bambino, specie per quel che riguarda l'esuberante Stina senza neanche una ragione valida, una diagnosi precisa. La Isaksson  riuscì a creare con questo suo splendido scritto un'atmosfera  particolarissima, sospesa tra la speranza nella  vita e i pericoli di un caso che non regala sempre situazioni ed energie vitali, ma anche morte e dolore. Un fatalismo non cinico, ma ineluttabile che permea tutta l'opera e che diventa il vero protagonsita di  tre esistenze molto diverse tra loro, ma tutte legate da un senso  di grande caducità proprio delle umane vicende. Un capolavoro da leggere o rileggere ancora una volta.

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giovedì, maggio 27, 2004

MARCO ROSSARI - "Invano veritas" - edizioni e/o - www.edizionieo.it

Rossari è al secondo romanzo, dopo il positivo esordio, nel 2003,  di "Perso l'amore" ( non resta che bere). "Invano veritas" è uno spaccato generazionale nello stesso  tempo impietoso e caustico  fino al paradosso sul mondo degli over 30 metropolitani di oggi, con lo sfondo non sempre e solo sfavillante di una Milano che "esclude" o "include" i suoi abitanti allo stesso modo, a seconda delle situazioni e degli ambiti come ogni grande, ricca città che conosce al suo interno sia grandi ricchezze che grandi povertà. L'autore meneghino non è interessato alle rassicuranti e non in ogni caso credibili realtà dei "salotti buoni" ; i suoi personaggi sono tutto fuorchè "politicamente corretti", esprimono il disagio di una fascia tardo - giovanile senza grossi ideali o miti da inseguire che si trova a dover fare i conti con il consumismo dilagante  cui non ha da opporre granchè. Storie di  trentenni che preferiscono riunirsi in un seminterrato ad ascoltare le canzoni di De Andrè piuttosto che "fare passerella" agghindati al punto giusto al centro;  di "sfigati" costretti a rivendere vesponi portasfortuna, di conquistatori occasionali di donne sante solo a parole, di "belli e forti" che si lasciano andare ad un progressivo abbrutimento quasi senza un perchè, di pensieri alcoolici spesso in eccesso e sempre e comunque mai uguali a se stessi, mutevoli, umorali, incostanti. Rossari descrive questa galleria di personaggi con vena felice e stile moderno, pieno di ironia acuta; il suo "Invano veritas" è una lettura godibile ed anche divertente che ha un suo substrato intimistico -amarognolo ben marcato che fa riflettere senza simbolismi retorici di troppo. Consigliato. 

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FRANCO CREPAX - "Grazie Mac" - PONTE ALLE GRAZIE - www.ponteallegrazie.it

Con la fedele collaborazione di un computer Mac "resuscitato" da un apparente grave guasto tecnico, Crepax racconta la sua vita con sincerità disarmante, con bel piglio letterario, affascinando il lettore con un amarcord garbatamente malinconico, pieno di episodi di vita vissuta, reale, fatta di momenti difficili, di guerra e di problemi lavorativi come di incarichi importanti e di Jaguar potenti e veloci. Crepax è stato uno dei discografici italiani più influenti fino ad una ventina ad'anni fa, a lui si deve il lancio ed il successo di molti cantautori ben noti degli anni sessanta-settanta; nei panni di scrittore, a settantasei anni suonati, mostra doti narrative non comuni, una capacità di analisi psicologica dei "suoi personaggi" notevole ed una cura certosina anche  formale per la scrittura. Un libro di ricordi, un memoir sicuramente ispirato che si legge d'un fiato senza fatica, sviluppando una grande, umana simpatia per l'autore.

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mercoledì, maggio 26, 2004

SARAH FELBERBAUM - "Baby Vogue" - MARSILIO - www.marsilioeditori.it

 

 

 

 

 

Modella americana trasferitasi in Italia, la Felberbaum è anche conduttrice di successo di programmi televisivi musicali. Questo suo esordio letterario non è comunque, un inno gioioso alla vita facile e spensierata, come potrebbe lasciar presupporre il personaggio "vincente", ma una storia piuttosto introspettiva e sentimental-amarognola sulle difficoltà di comunicazione amorosa proprie dei tempi e su quel misterioso "senso di vuoto che gira intorno" e che rende difficili, fallimentari anche vite di coppia possibili, intese emotive chiare ed appurate. La novità, la modernità di questo delicato romanzo è proprio nella sua capacità di evidenziare l'enigmaticità incomprensibile di molti addii, la paura delle relazioni impegnative, l'ansia del confronto che sembra attraversare questi anni di sentimenti e di "condivisioni" sempre più problematiche. I due protagonisti del romanzo, un ragazzo ed una ragazza, testimoniano questo diffuso disagio, senza riuscire a sottrarsi a questa ansia distruttiva che caratterizza i rapporti extraamicali tra i due sessi. Debutto promettente.

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martedì, maggio 25, 2004

VITTORIO EMILIANI - "L' enigma di Urbino" -ARAGNO - www.ninoaragnoeditore.it

Un memoir coi fiocchi, scritto da una delle penne più brillanti ed incisive del giornalismo italiano degli ultimi trent'anni buoni. Emiliani, romagnolo di Predappio, trascorse gran parte della sua giovinezza con la famiglia originaria, in quel di Urbino, dove il padre era dirigente comunale. In quel lungo periodo ebbe modo di vivere da vicino l'atmosfera singolarissima e senza tempo della città marchigiana e del suo spettacolare centro storico, dove egli abitava nel cosiddetto rione del Duomo. L'ex consigliere Rai ricorda con dovizia di particolari quei momenti, citando persone e luoghi che hanno caratterizzato la sua fanciullezza e la sua adolescenza, ricostruendo episodi ludici e meno lucidi appartenenti a quella, in fin dei conti spensierata, anche se difficile epoca ( anni 40-50). Nelle ultime due parti del libro, poi, si dedica con spirito analitico alle vicende urbinati degli ultimi lustri, allo svuotamento progressivo del centro storico, al degrado della città, alle condizioni di disagio e di scarso controllo isitituzionale in cui si sono venuti a trovare gli abitanti di un luogo unico, pieno di luci e di colori mai visti da nessuna altra parte, sospesi in una loro dimensione quasi magica, irreale. Emiliani si racconta e racconta Urbino con il consueto stile elegante e forbito, ma di agile e piacevole lettura, restituendoci l'immagine di un "posto della memoria" dove ad ognuno di noi piacerebbe forse vivere, il "piccolo centro" dove tutti si conoscono e dove i ritmi incessanti metropolitani appaiono lontani e non desiderati, sostituiti dal calore dei rapporti umani e da una vivibilità sorridente e placida, che asseconda il lento, ma gioioso piacere di godersi pienamente le proprie giornate. Consigliatissimo.

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lunedì, maggio 24, 2004

WARWICK COLLINS - "Fuckwoman" - PONTE ALLE GRAZIE - www.ponteallegrazie.it

Un noir paradossale, molto "fumettistico" nella sua stessa impostazione, scritto con levità divertita e divertente. Fuckwoman altri non è che una giornalista di cronaca giudiziaria molto attenta e preparata che, ogni qual volta si trova dinanzi ad episodi di violenza maschile sulle donne, si sente in dovere di vestire i panni della vendicatrice, del "supereroe" che si mette subito in azione a difesa degli oppressi. Chiari i rimandi a Superman, attraverso questa figura di "femminista idealista" che, per perorare la causa in cui crede e punire gli stupratori più accaniti, mette in campo anche le sue ottime qualità tecniche nell'arte della lotta ed una forza fisica non indifferente. Odiata dalle autorità e dallo psicologo della polizia che la ritiene una pericolosa criminale, a Fuckwoman , purtroppo, non riuscirà in eterno il gioco della doppia identità. Arrestata e torturata psicologicamente, troverà il sostegno morale e pratico della cittadinanza, convinta che i suoi interventi giustizialisti altro non fossero che reazioni comprensibili e condivisibili alle inefficienze dei tutori dell'ordine, e diventerà un "caso" vero e proprio di sollevazione popolare interclassista contro il finto moralismo del sistema. Il romanzo scorre via ritmatissimo e incalzante, tra satira social-sessista ed un bel sottofondo di epica surreale e giovanilista funzionale al tutto come meglio non potrebbe. Da leggere.

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venerdì, maggio 21, 2004

LUCIA ETXEBARRIA - "Una storia d'amore come tante" - GUANDA - www.guanda.it

Giornalista e scrittrice madrilena molto apprezzata in patria e fuori, la Extebarrìa riesce nei suoi libri ad usare un linguaggio sempre estremamente chiaro e moderno e a parlare di temi anche delicati e controversi senza toni prolissi o didascalici. Protagoniste di questo suo ottimo "Una storia d'amore come tante" quindici rappresentanti dell' attuale universo femminile, sospese tra la ricerca di una nuova identità di donne e le non poche resistenze al cambiamento della plurisecolare società maschilista. Storie vere, come dice la scrittrice nelle note, "trasfigurate" dalla costruzione letteraria il necessario,  ma in ogni caso quotidiane, "sentite", specchio dei tempi. Figure femminili in movimento, in diversi ambiti sociali, impegnate in una loro personale resistenza :  la sopportazione a tratti stoica della prostituta che, per aiutare la famiglia e non privare la sua bambina dell'indipensabile, accetta l'umiliazione di una professione di peripatetica che la costringe a lunghe passeggiate sul marciapiede in attesa dei clienti, "in lungo e in largo" ; lo spirito di protezione comprensibile della madre che scopre la violenza fisica esercitata dal marito sulla figlia appena adolescente, traumatizzata dall'accaduto; il decisionismo di  una donna che chiude un matrimonio apparentemente tranquillo, ma privo di stimoli e di emozioni ; le meditazioni sui legami e sulla legamefobia di una quarantenne rapita dalle storie virtuali ; l'"altruismo amoroso" di una lesbica dinanzi ai problemi della sua compagna. La Extebarrìa, tra cronaca e letteratura mostra di sapersi destreggiare molto bene, confermando le sue doti di  sensibile "traduttrice in prosa" di  stati d'animo, pathos e situazioni dei giorni nostri. Consigliatissimo.   

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martedì, maggio 18, 2004

GIULIO NANNINI - "Le canzoni di Marylin Manson" - EDITORI RIUNITI - www.editoririuniti.it

Personaggio provocatorio e sempre e comunque sopra le righe, Brian Warner, in arte Marylin Manson, in ogni caso ironizza pesantemente sul vuoto ideale proprio dei tempi fustiga a suo modo le contraddizioni della civiltà del benessere occidentale. Odiatissimo dall' America morigerata e puritana, con le sue canzoni offre il quadro di una società ricca e cinica, in continua, progressiva decadenza. Leggere i testi delle sue canzoni per credere. Analisi discografica completa del rocker statunitense, album per album , brano per brano.

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lunedì, maggio 17, 2004

ANTONELLA CILENTO - "Nero napoletano" - GUANDA - www.guanda.it

Dopo i più che buoni riscontri di critica ottenuti con il precedente "Una lunga notte", la Cilento ora pubblica questo noir dalla trama molto articolata, sospeso tra i ritmi veloci e nevrotici della Napoli contemporanea e i misteri "esoterici" della Napoli del Settecento. La scrittrice partenopea affida la parte di primattrice della narrazione ad un impiegata dei Beni Culturali, Elide Sorano, che, prima di vedere la sua vita sconvolta da questi strani, enigmatici accadimenti in bilico tra presente e lontano passato che la costringono al confronto con "realtà di verificata reincarnazione", è una trentenne tranquilla e introversa, vittima solo di fastidiosi attacchi di panico da "nevrosi metropolitana". La serie di eventi che si svolge poi in maniera incalzante in "Nero napoletano" le daranno modo di verificare il suo talento investigativo e di lasciarsi andare ad una intensa, anche se breve passione amorosa che la restituirà al mondo con meno paure e più sicurezze. L'inteccio storico che ruota intorno alla storia personale della Sorano dà risalto e spessore al "vissuto problematico" della giovane donna , figlia di una città controversa e difficile, dove molto sa di già vissuto, di magico "senza tempo" e dove le facce della gente riportano spesso e volentieri a opere pittoriche per la loro caratteristica, inconfondibile espressione, oltre che per i loro mediterranei tratti. "Nero napoletano" è romanzo costruito con molta cura e levigatezza formale indubbia e merita una lettura attenta.

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venerdì, maggio 14, 2004

ROBERT COOVER - "Sculacciando la cameriera" - GUANDA - www.guanda.it

Un romanzo breve, ma "drammaticamente" intenso sulle variazioni sadomaso del "desiderio" e sul rapporto di stretta interdipendenza che si viene a creare spesso tra "dominatore" e "dominata" , tra vittima e carnefice che possono anche giungere a scambiarsi il ruolo senza accorgersene. Un uomo legatissimo alla sua cameriera che vede ogni giorno di primo mattino e che lo ridesta quasi sempre da un sogno, riportandolo ad una realta di "sperimentazione del possesso fisico e mentale" di una donna. La figura femminile in questione vive come una punizione ogni aspirazione sessuale del suo "padrone" che sa come farla sentire in colpa e tenerla stretta a sè con un pizzico di, formalmente impeccabile, cortese, ma efficace "cattiveria". I due si lasciano andare così ad un "gioco di scambio" , anche emotivo che non perde mai di suspance e che colora di continue tentazioni trasgressive, cui cedere volentieri, ogni contatto, anche quello meno canonico...Lettura di gran pregio, probabilmente l'opera migliore di Coover.

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HANS ULRICH TREICHEL - "L'amore terreno" - NERI POZZA -  www.neripozza.it 

Albert, protagonista di questo romanzo sui sentimenti amorosi molto delicato e profondo, è affascinato dal grande quadro del Caravaggio, "Amore vincitore" . Da lì partono e lì approdano tutte le sue romantiche idealizzazioni. Il problema può nascere magari quando il carattere estremamente terreno dei rapporti fra persone, anche all'interno della cosiddetta coppia, rende difficile il rifugio onirico perchè impone scelte pratiche di comportamento e di "sopportazione" delle altrui debolezze. Alla fine non rimane, quindi, che  una soluzione : rifuggire in ogni caso la quotidianità appiattente ed evitare di essere costretti a smitizzare troppo le proprie sensazioni....Anche per Treichel il vero amore consiste probabilmente nel ricercarlo senza mai accontentarsi e senza mai rinunciare nel proprio intimo ad emozionanti costruzioni fantastiche. "L' amore terreno"  nasce e si sviluppa tra le necessità del "volo alto" e le incalzanti problematiche del "reale" . Ben scritto e sufficientemente  "sofferto"  da poter comunicare umori e situazioni in giro molto diffuse.... 

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lunedì, maggio 10, 2004

WOLF HAAS - "Vieni, dolce morte"- NERI POZZA - www.neripozza.it

Un noir decisamente singolare che si deve all'ingegnosa penna di uno degli scrittori austriaci ( noti un po' ovunque nel continente, comunque...) sicuramente più autorevoli degli ultimi anni. Haas, attorno alla figura di un Simon Brenner, poliziotto pentito che, "nel mezzo del cammin di nostra vita", dopo i "quaranta" cambia lavoro, accettando le profferte di gli assicura una vita più regolare ( ?) da soccorritore del servizio sanitario, costruisce un impianto narrativo assai riuscito che non conosce pause tediose o punti morti. Nessun mondo è tranquillo, comunque, non solo l'ambiente della "pubblica sicurezza", tanto è vero che Simon si troverà a dover indossare nuovamente i panni dell'investigatore per scoprire i colpevoli degli assassinii che sconvolgono  per un bel po' il mondo del "pronto soccorso itineranante".  Verificherà lo scoppio di grandi rivalità intestine e faide interne  scaturite da una ben precisa motivazione....Caustico nell'ironia, cinico a sufficienza per non essere mai prevedibile, "Vieni, dolce morte" è un romanzo pungente nei toni e dissacratorio il giusto per interessare anche un lettore più smaliziato ed esigente e soprattutto  insofferente nei confronti dei canoni più stereotipati del Noir di successo. Consigliato.

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MARCELLO D'ORTA - "Nero napoletano - Viaggio tra i misteri e le leggende di Napoli" " - MARSILIO - www.marsilioeditori.it

 

 

 

 

 

D'Orta ci porta alla scoperta di "misteri e leggende della tradizione napoletana" con piglio lieve e toni disincantati e "laici" che conferiscono alla narrazione un ritmo piacevole, assolutamente non faticoso e prolisso. I "casi" narrati sono molteplici e tutti mettono in luce quel "fatalismo sorridente" partenopeo che altro non è che accettazione non supina, ma vivace e "critica" dell'inellutabilità di certi destini.... Napoli capitale della cultura, soffocata dai problemi e da cicliche calamità, ma in ogni caso città viva e vegeta, a suo modo unica, anche nelle sue partolarissime superstizioni... Volume di agile lettura, non solo per "napoletani"....

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venerdì, maggio 07, 2004

ERIC - EMMANUEL SCHMITT - "Piccoli crimini coniugali" - edizioni e/o - www.edizionieo.it 

Di Schmitt si era già letto con estremo piacere anche qui da noi una favola moderna e deliziosa come "Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano". Il talento, le capacità narrative, l'arguzia sottile ed elegante dello scrittore francese non erano un mistero per nessuno, eppure questo "incredibile", fuori dall'ordinario, originalissimo "Piccoli crimini coniugali"  sbalordisce, "prende" oltre il previsto per la sua raffinatezza formale, per la sua argutissima "cattiveria" sostanziale che ne fanno sicuramente un capolavoro dei giorni nostri. Schmitt si occupa della difficile vita di coppia con efficacia non comune, mettendo in mostra un armamentario di ironia, di gusto dissacratorio, di capacità di analisi satirica sorprendente. Il marito e la moglie protagonisti di questo "romanzo a dialoghi serrati" vivono i loro problemi prima nell'angusto delle loro dubbiose coscienze, poi un episodio violento, addirittura  un tentato omicidio interno alla coppia, permetterà ad entrambi di recuperare un dialogo perduto e di ritrovare lo spirito giusto in grado di preparare ad un confronto nuovo, autentico, rigenerante. Gli accenti noir non fanno che conferire alla narrazione un ulteriore, stuzzicantissimo senso dell'imprevedibilità che rende la lettura di questo "Piccolo crimini coniugali" un'avventura vivace, amarognola e divertente, ma non priva di una vena di  sano "romanticismo  possibile" . Autentico must.  

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mercoledì, maggio 05, 2004

MASSIMO CARLOTTO - "L'oscura immensità della morte" - edizioni e/o - www.edizionieo.it

Originali e privi di ogni ricerca del facile effetto, i noir di Carlotto continuano ad essere incalzanti e privi di fronzoli, diretti, non privi di un crudo realismo collegato ad analisi sociologiche mirate e toni denuncia ben argomentati. Il protagonista principale di questo ultimo, ottimo "L' oscura immensità della morte ", è un padre disperato per la perdita di moglie e figlio, sottrattigli per sempre da un furioso criminale nel corso di una rapina, che non sa rassegnarsi al tragico destino che ha colpito la sua famiglia neanche dinanzi alla condanna all'ergastolo del malvivente. Può la giustizia placare la sete di vendetta di un uomo disperato, potrà mai quest'ultimo perdonare il responsabile della sua umana tragedia, l' assassino dei suoi cari, seppur gravemente malato? Carlotto pone in antitesi efficacemente tentazioni giustizialiste e umana comprensione per le terrene miserie, non perde occasione per far riferimento alle condizioni di vita difficili affrontate dai carcerati negli istituti di pena qui da noi, evita ogni moralismo e ogni lentezza descrittiva e lascia il massimo dello spazio possibile alla cronaca, al naturale fluire di una narrazione anche cruda, "cinica", ma incisiva, diretta, dal gran ritmo e dal poderoso impatto. Modernissima  letteratura di grande fascino e qualità.

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