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martedì, gennaio 20, 2004
JUMPHA LAHIRI - "L'omonimo - The Namesake" - MARCOS Y MARCOS - www.marcosymarcos.com
Già vincitrice qualche anno fa del Premio Pulitzer per il suo primo libro di racconti, "L''interprete dei malanni", la scrittrice anglo-indiana stavolta costruisce un lungo romanzo dal solido impianto di saga familiare, citando lo scrittore Gogol ed il suo "cappotto" che qui divengono oltre che un rimando letterario, anche un oggetto, un nome portafortuna, visto che il padre del protagonista si salva in gioventù da un incidente ferroviario proprio grazie al libro dello scrittore russo che stava leggendo e che permette ai soccorritori, trovandolo in terra, di scorgere in vicinanza la sagoma di un uomo, il "lettore" appunto, ferito, da soccorrere d'urgenza. Di lì a qualche anno, il "fortunato protagonista della vicenda", indiano trasferitosi negli States, decide di ringraziare la buona sorte chiamando il primogenito con il nome del'autore de "Il cappotto". Questi farà l'abitudine al nome, imparerà a conviverci, poi man mano se ne distaccherà, anche se per amici intimi e familiari rimarà sempre Gogol. Attraverso il fato in questo caso salvifico si snoda poi tutta la storia di una famiglia in bilico tra le tentazioni e le comodità della civiltà occidentale e le mai dimenticate origini indiane. Origini che Gogol preferirà interiorizzare e superare ben presto, ma che poi torneranno a ricoprire un ruolo non secondario nello svolgimento successivo della sua vita. "L'omonimo" è un libro profondo ed anche calligrafico, scritto dalla Lahiri col solito gusto della narrazione ben dettagliata, forbita nel linguaggio e non priva di toni da leggenda popolare giocati con sapiente leggerezza. Il risultato è un romanzo molto adatto ad una lettura sognante, non priva di esotismi inafferrabili, ma anche ritratto di più generazioni in bilico tra mondi diversi eppure in realtà pieni di collegamenti imprevedibili, magici, vitali, di cross- over culturali di grande fascinazione.

lunedì, gennaio 19, 2004
JEANNE DE CASALIS - "Lei non sarà mai infedele" - NUTRIMENTI - www.nutrimenti.net

Assai interessante questo "ripescaggio" di Nutrimenti che pubblica un libro di racconti della scrittrice ed autrice sudafricana Jeanne De Casalis, nata alla fine dell'800 e molto nota nell'"era d'oro" del cinema. Gli otto racconti contenuti in questo agile, e molto gradevole alla lettura, volume, son tutti incentrati su personaggi in qualche modo alle prese con una quotidianità che li aspetta al varco per creare loro improvvisi fuoriprogramma che son costretti a vivere da "eterni perdenti" senza speranza. Esemplificativa la storia del marito che, dopo lunghi anni di separazione da una moglie preoccupata solo di sperperare i suoi soldi, si lascia convincere a provare almeno, in tarda età, a scegliere il di lei tetto come ultima dimora, ma poi verifica l'assoluta, insopportabile inaffidabilità, rimasta intatta negli anni, del carattere della capricciosa e viziata consorte. O ancora le vicende dell'uomo maturo che in vacanza conosce una giovane signora di cui si invaghisce, ovviamente con relativa fortuna... La De Casalis ci fornisce tutta una serie di situazioni talvolta un po' grottesche, ai limiti del paradosso, che evidenziano il suo acuto spirito d'osservazione che diviene letterariamente impietosa, distaccata ironia. Un libro da leggere e conservare gelosamente in biblioteca.
martedì, gennaio 13, 2004
ANDREA MALABAILA - "Bambole cattive a Green Park" - MARSILIO - www.marsilioeditori.it

E' assolutamemte sorprendente questo secondo romanzo del giovanissimo scrittore torinese Malabaila, il primo pubblicato da Marsilio e quindi più capillarmente distribuito, dopo il positivo esordio per pochi di "Quelli di Goldrake". Molto originale innanzitutto l'idea di partenza: il viaggio, la fuga verso Londra di tre amici proprio in coincidenza dell'esame orale di maturità. I tre compagni di ventura sono molto diversi tra loro, li tiene insieme la voglia di avventura, il rischio calcolato: il ritratto generazionale è puntuale, visto "dal di dentro", non privo quindi della necessaria compenetrazione nel tema trattato. Malabaila usa un linguaggio giovane, pieno di inventiva, di ironia piuttosto acuta ed efficace, a dire il vero, che dà al romanzo un ritmo, ora pulp, ora "noir paradossale" che "prende" e che conferisce all'impatto narrativo compattezza e "fresca imprevedibilità". Una ventata di aria leggera e frizzantina in pieno viso con risvolti sociologici e malinconie introspettive assai significative.
mercoledì, gennaio 07, 2004
JOHN UPDIKE - "Corri, coniglio" - GUANDA - www.guanda.it

Questo romanzo di Updike viene ristampato a distanza di quarant'anni dalla sua prima pubblicazione, a dimostrazione di come sia ormai divenuto un "classico" della letteratura americana moderna. Ed in effetti la trama di "Corri, coniglio" rimane impressa, così come rimangono ben fissati nella mente gli stati d'animo, le nevrosi, i dubbi e le macerazioni dei protagonisti. "Coniglio" non sopporta il tran tran della vita coniugale, fugge da oneri e doveri, lasciando nello sconcerto i suoi familiari : prosegue il suo cammino solitario vivendo rapporti fondati solo su attrazione fisica e "provocanti forme femminili", fin quando non cerca di recuperare il rapporto con la moglie che aspetta da lui il secondo figlio. Seguiranno tentativi di riappacificazione ed incomprensioni, nuove crisi sfociate in rapsodici distacchi, fino al "dramma", dolentissimo e straziante, che attraversa tutta l'ultima fase del romanzo e che il lettore vive con angoscia e partecipazione crescente fino all'epilogo, puntuale rappresentazione per il "padre e marito" Harry di un nuovo ( l'ennesimo...) inizio. "Corri, coniglio" è scritto da Updike con grande lucidità narrativa, con un cinismo realistico ed impietoso che non lascia scampo ai due principali protagonisti della storia e che , così come a tratti li avvicina, finisce per allontanarli definitivamente da ogni ipotesi di vita in comune, da ogni possibile "happy end" . Perchè "Rabbit , run" ( titolo originale tradotto letteralmente in italiano) è vita quotidiana, fase involutiva di una classe borghese insofferente nei confronti delle regole prestabilite, ma è soprattutto il malinconico canto di una incomunicabilità profonda che attraversa e continua ad attraversare la società del benessere fittizio.
martedì, gennaio 06, 2004
MELANIA G. MAZZUCCO - "Vita" - RIZZOLI - www.rcslibri.it

La storia di due ragazzini, Diamante e Vita che, ad inizio del '900, lasciano la propria terra, in provincia di Caserta, per emigrare in America, è una storia tipica di quegli anni che esprime anche il percorso di vita della famiglia dell'autrice. La naturalizzazione statunitense, il ritorno in Italia degli uomini da soldati nel corso della seconda guerra mondiale rendono poi il senso, non solo di uno scambio culturale, ma anche della continuità del rapporto negli anni tra States e Belpaese, fatto anche di nuove energie, di nuove forze apportate dagli emigranti di casa nostra oltreoceano. Il tenero racconto dei due ragazzini si arricchisce quindi dei contorni della "cronaca di un esodo di massa" oltre che di commovente saga familiare. La Mazzucco non indulge in manierismi di troppo, ma "Vita" è un "romanzo dei sentimenti" pieno di vita e di poetica malinconia.
ENRICO CALAMAI - "Niente asilo politico" - EDITORI RIUNITI - www.editoririuniti.it

Calamai è stato console italiano a Buenos Aires tra il '72 ed il '77, nel pieno della dittatura militare di Videla e soci di crimini e misfatti. "Anni horribiles" , in cui qui in occidente si sapeva e si faceva finta di non sapere e migliaia di individui invisi al regime scomparivano nel nulla, diventavano "desaparecidos" nella generale inazione. L'ex diplomatico rende bene il clima spaventoso di quegli anni, la vergogna di uno sterminio paragonabile sicuramente agli orrori nazisti e sta attento a raccontare i fatti senza eufemismi, svelando l'assurdità di molte verità addomesticate di allora. Calamai contribuì a salvare tante e tante vite, nascondendo molti oppositori dei "militari" nel suo ufficio, fornendo loro documenti per l'espatrio. Iniziative mirabili che riscattarono il torbido immobilismo del governo italiano.
venerdì, gennaio 02, 2004
EMILIO GIANNELLI - "Bushetto" - MARSILIO - www.marsilioeditori.it

Delizioso questo libro che raccoglie le vignette pubblicate da Giannelli su "Il Corriere della sera" . Lo stile dell'artista toscano è "pacatamente ironico", sferzante, raffinato, divertente, ma mai oltremisura, nel senso di discutibile nel gusto o volgare. La forza d'impatto e il tono polemico delle "trovate linguistico-caricaturali" non ne risultano, tra l'altro, minimamente sminuiti. Grande risultato per il disegnatore senese, nel suo ambito il meno querelato degli ultimi lustri, seppure uno dei più efficaci e ricchi di inventiva.
ALESSANDRO WAGNER - "Il grande scippo" - EDITORI RIUNITI - www.editoririuniti.it

Leggendo questo libro, coraggioso e ben dettagliato, di Alessandro Wagner ancora una volta purtroppo capita di imbattersi in in un' Italia losca e affarista che vive le regole alla sua maniera, come se fossero un insopportabile, non indispensabile optional della civile convivenza. Ne "Il grande scippo" lo scandalo descritto è quello di Europa 7, network televisivo provvisto di regolare licenza a trasmettere e da anni ormai vittima di un assurdo trattamento di serie B da parte delle istituzioni che, per ragioni di opportunità politica, continuano a permettere che le sue frequenze vengano occupate da Retequattro che per legge dovrebbe trasmettere sul satellite, ma che viene sempre salvata da rinvii e decreti ad hoc. Brutta storia, l'ennesima "burla italiana" di pessimo giusto.
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