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martedì, dicembre 31, 2002
GORE VIDAL - "Le menzogne dell'Impero e altre tristi verità" - FAZI www.fazieditore.it
A un anno di distanza dall'uscita di La fine della libertà, Gore Vidal torna in libreria con un nuovo esplosivo volume di saggi. Pezzo forte di questo secondo piccolo capolavoro di polemica e analisi politica è il saggio "L'amministrazione Bush e l'11 settembre"; in esso Vidal si spinge a sostenere che l'amministrazione USA conoscesse in anticipo ciò che stava per succedere l'11 settembre e abbia intenzionalmente deciso di "lasciarlo succedere", in quanto la successiva guerra al terrorismo avrebbe consolidato le sue posizioni di dominio politico ed economico sul mondo intero. E alle bugie degli "ultimi imperatori" sono dedicati anche gli altri undici brevi saggi. Uno di essi, completamente inedito, verte ancora sull'11 settembre e sulle sue conseguenze per la politica estera statunitense e l'equilibrio globale; negli altri, con il suo consueto stile sferzante e di impareggiabile eleganza, Vidal tocca altrettanti episodi "sporchi" della storia americana del Novecento: dalla decisione di sganciare l'atomica su Hiroshima, all'affermarsi della dottrina Truman; dal poco noto ma sanguinario intervento in Guatemala all'espandersi delle basi militari USA in tutta l'Eurasia, all'eccessiva, scandalosa autonomia delle agenzie di intelligence. Tuttavia, non è tutto destruens il Vidal di questo nuovo libro, e avanza proposte concrete, in ordine a un maggiore controllo dei rapporti fra élite economiche e politiche americane (in altre parole, al conflitto d'interessi), e persino alla struttura statuale: perché non fare degli obsoleti Stati Uniti una comunità federale, sull'esempio dell'Unione Europea?
L'AUTORE Gore Vidal è fra i maggiori narratori e saggisti americani viventi. Fazi Editore ha già pubblicato, oltre alla fortunata raccolta di saggi La fine della libertà (2001) i romanzi La statua di sale (1998), Palinsesto (2000), L'età dell'oro (2001), Impero (2002).
lunedì, dicembre 30, 2002
Dal 4 gennaio il numero 8 di Campania Felix in edicola e in libreria 
Il primo numero di Campania Felix del 2003 vuole ringraziare i propri lettori per l'entusiasmo con cui hanno accolto il numero 7, quello dedicato al Natale, che grazie a loro, è andato, possiamo dirlo, letteralmente a ruba. Per questo motivo il numero di gennaio presenta qualche servizio in più e dedica, in modo particolare questo mese, un occhio di riguardo a tesori di cui noi tutti conosciamo davvero poco. Tesori a volte dimenticati, a volte solo mal conservati, altre volte vittime dell'incuria dell'uomo, ma sempre incredibilmente affascinanti. Si comincia con Lacco Ameno, importante base di approdo della greca Pithecusa, dove sorge la Basilica paleocristiana di Santa Restituta con il museo e gli scavi annessi che hanno portato alla luce una moltitudine di reperti, testimoni di un passato lungo secoli e secoli. Il nostro viaggio prosegue con Pietramelara, una delle più belle città medievali della Campania, rimasta ancora intatta nel suo vetusto splendore. Qui si possono scorgere, però, tracce di popolazioni precedenti, come quelle dei Sanniti, nelle necropoli e nelle Grotte di Seiano. Ci spostiamo nel beneventano, a Campolattaro, grazioso abitato che si estende al confine tra la Campania e il Molise, sul territorio che fu dei Sanniti, dove passa un antichissimo tratturo nato con la funzione di via militare al servizio delle legioni romane. Poi attraversiamo Piano Vetrale, piccola frazione di Orria, che sorge tra il verde degli ulivi e i mille colori dei variopinti murales che vestono di arte le pareti delle sue casette. Si giunge nell’avellinese, precisamente ad Altavilla Irpina. Antichissima città, animata dall’orgoglio dei suoi abitanti per il proprio passato, si lascia visitare nei suoi angoli più angusti per la storia gloriosa che trasuda da ogni pietra. Un servizio curioso e avvincente quello che narra del “Leone di Caprera” e dell’avventura del suo equipaggio, costituito da tre eroi che furono i protagonisti della prima traversata transoceanica a vela dall’Uruguay all’Italia. Oggi la goletta si trova a Marina di Camerota ed è lì che andiamo a visitarla. Ci spostiamo, poi, nell’Oasi di Valle della Caccia a Senerchia, oasi del WWF, luogo di incomparabile, selvaggia bellezza. Assolutamente da vedere. E ancora, il servizio sull’olocausto degli ebrei di Campagna, l’antico casale di Mugnano di Napoli, il “Collegio Costanzo Ciano” a Napoli prima che diventasse sede della NATO, il tartufo, vero “oro nero” di Colliano, servizio corredato da una vera e propria scheda tecnica per sapere tutto su questo prezioso tubero; per gli amanti della filatelia, Napoli e la Campania in francobollo; l’immancabile trekking, e una visita imperdibile alla spettacolare Abbazia di Santa Maria de Olearia sulla divina costiera amalfitana. Non mancano le rubriche e le consuete pagine dell’english extract: i turisti non sono ancora andati via, così li indurremo a trattenersi ancora un po’, qui in Campania.
domenica, dicembre 29, 2002
CHRISTOPHER HITCHENS - "La posizione della missionaria - Teoria e pratica di Madre Teresa" - MINIMUM FAX - www.minimumfax.com
Considerato un "libello pericoloso e mistificatorio", "La posizione della missionaria - Teoria e pratica di Madre Teresa" del polemista anglo-americano Cristopher Hitchens, pur essendo uscito per la prima volta in libreria nel 1995, non ha mai goduto qui in Europa, come nel mondo, di grande attenzione da parte della stampa e dei mass media. La sua diffusione negli ultimi anni si deve più ad Internet che ad altro. Ora Minimum Fax rimette in circolazione il piccolo libro, alla luce anche degli onori religiosi tributati copiosi ed ultratempestivi a Madre Teresa post mortem, onde stuzzicare in qualche modo una discussione sul venerato personaggio. Certo Hitchens affronta il "caso Madre Teresa" con linguaggio tagliente ed affilato, partendo dal suo assoluto laicismo e dalla sua concezione illuministica della vita.C'è però da dire che la sua analisi contiene, comunque, elementi interessanti su cui vale la pena riflettere. Nell'ecumenismo caritatevole della suora albanese le crepe non mancano: innanzitutto non trova adeguata giustificazione il suo continuo, puntuale "elogio del dolore" dinanzi alla sofferenza fisica dei malati; così come inquieta la sua amicizia con organizzazioni di dubbia moralità e con dittatori senza scrupoli all'occorrenza generosi benefattori. Dall'indagine implacabile di Hitchens viene fuori la figura di una scaltra catalizzatrice di consensi che in realtà non ha alcun interesse a migliorare le condizioni di vita dei più indigenti e malati, partendo dal presupposto che solo "l'avvicinarsi a Dio" riscatti l'esistenza dei meno fortunati. Un "mito dell'amore universale" deciso a non avvalersi del contributo della scienza e dei farmaci anche più comuni, sovente, convinta che il fisico, al cospetto dell'anima eterna, non abbia alcun diritto... Il saggio di Hitchens sconvolge, sconcerta, può rafforzare inoltre i dubbi sempre esistiti, e non solo nel mondo laico, sull' "industria della Pietà". Bisogna leggerlo, "ricevere un pugno in pieno stomaco" per poi poterlo discutere e poi magari confutarne le tesi...Che ci sia del vero, in tutte questo enunciar fatti provati, alla fine comunque dovrebbe essere fuori discussione...
sabato, dicembre 28, 2002
ATTILIO VERALDI - "Uomo di conseguenza" AVAGLIANO www.avaglianoeditore.it
Veraldi non è stato semplicemente un ispiratissimo "costruttore" di storie gialle metropolitano-partenopee, ma anche uno scrittore di gran classe, inventore di un suo linguaggio molto raffinato reso memorabile dal suo stile sciolto, agile, di grande e sofisticata presa. In "Uomo di conseguenza" il commercialista Sasà Iovine, detto "l'avvocato", si trova al centro di una strana, torbida storia di traffici di quadri, di beghe familiari, di figli viziati in contrasto con padri autorevoli e ambigui, di informatori doppiogiochisti, di sicari dalla mira imperfetta, di "uomini di conseguenza" capaci di risolvere ogni situazione e persino di pacificare gli animi, se è il caso, con la loro semplice presenza. L'ambientazione del tutto è assai originale, come l'intreccio delle varie vicende tra loro legate che hanno sfondi naturalistici di tutto rispetto come Mergellina, Posillipo, Via Caracciolo, luoghi napoletani ben famosi ovunque. La trama è avvincente, fa capolino qua e là una vena di divertita ironia, il romanzo è un esempio di letteratura popolare e alta più unica che cara. Prefazione di Massimo Carlotto. Davvero imperdibile ( chi non ha letto questo e gli altri libri di Veraldi farà bene a sfruttare l'occasione fornitagli dalle presenti ristampe...).
venerdì, dicembre 27, 2002
JOHN CHEEVER - "Bullet Park" - FANDANGO www.fandango.it
Fa benissimo da qualche tempo la Fandango Libri a tradurre e pubblicare in italiano i libri di John Cheever, scrittore di una “America poco scintillante e nazionalista” che si aggiudicò il Premio Pulitzer nel ‘78 (per poi passare a miglior vita solo quattro anni dopo). “L’operazione di recupero letterario” appare assai felice perché ci troviamo dinanzi ad un autore ancora modernissimo e fuori dagli schemi che sa essere argutamente ironico come molto drammatico, in profondità. I suoi personaggi che certo non vivono ricorrenti “sogni americani”, spesso eternamente in conflitto con se stessi, se non trovano rifugio nell’“anomalia stuzzicante”, nell’organizzazione fantastica di eventi straordinari, sopportano assai male la tranquillità solo apparente di una certa provincia statunitense abitata da borghesi rinchiusi ognuno nel suo fortino di finte sicurezze o di certezze familiari in ogni caso in precario equilibrio nel loro rapporto con la vita reale. I due personaggi principali di “Bullet Park” hanno forse modi di vedere le cose diversi; uno cerca di mettere ordine nelle sue giornate attraverso un forte attaccamento a moglie e figlio; l’altro a lungo ricerca conforto nelle “pareti dipinte di giallo” di alcune case di cui è ospite mentre è alla ricerca di un suo alloggio definitivo. Entrambi non hanno comunque portato a termine il viaggio dentro se stessi. Sullo sfondo una realtà come “Bullet Park” che offre confortanti soluzioni abitative, ma scarso contatto umano. Ed alla fine la noia corrode le speranze, spinge al gesto folle che può essere portato alle estreme conseguenze come fermato miracolosamente in tempo. Cheever delinea bene i suoi personaggi e chi gli fa da contorno, le donne, i ragazzi che ruotano intorno alle angosce esistenziali di due uomini costretti ad assumere stupefacenti o a sognare vite parallele per andare avanti. Lo scrittore americano spesso nelle pagine del libro fa vivere alle sue “creature” viaggi in Italia, ad Orvieto, addirittura spaccia la figura più “schizzata” del suo romanzo, “l’amante della pittura gialla”, come traduttore di Montale, a ribadire comunque un rapporto molto buono con il nostro Paese e la sua cultura. Una cosa che lusinga se arriva da uno scrittore del valore e dell’originalità di John Cheever. Da leggere e rileggere
giovedì, dicembre 26, 2002
Thierry Meyssan
DOCUMENTI 7
Il Pentagate Altri documenti sull'11 settembre raccolti da Thierry Meyssan (pp. 120, euro 10.00)
Traduzione di Manuela Maddamma e Agnès Nobécourt
IL LIBRO: Dopo L'incredibile menzogna, abbondantemente criticato dai media, Thierry Meyssan pubblica Pentagate, libro nel quale insieme ad altri giornalisti ed esperti rifiuta ancora una volta la tesi ufficiale secondo la quale un Boeing 757 si è schiantato sul Pentagono l'11 settembre 2001. Secondo Meyssan un missile e non un aereo avrebbe colpito l'edificio. Pentagate è un'opera tecnica e argomentata nella quale si cerca di dimostrare con efficacia questa ipotesi attingendo a documenti ufficiali e appoggiandosi all'opinione di esperti per sottolineare non solo le incoerenze della versione ufficiale dell'esercito americano ma l'impossibilità tecnica di uno schianto dell'aereo sull'edificio. Pentagate risponde pure alle critiche del celebre quotidiano francese le Monde, che avrebbe mosso i suoi attacchi a partire dalle idee e dalle foto di un membro dell'esercito americano accusato appunto di manipolazione. La conclusione è sferzante: la teoria ufficiale è incoerente e getta dei grandi dubbi sulla realtà di una democrazia negli Stati Uniti.
L'AUTORE: Thierry Meyssan dopo studi di scienze politiche ha fondato un'associazione internazionale di difesa delle libertà individuali, poi si è orientato verso il giornalismo d'inchiesta. Il suo percorso l'ha portato a diventare sia un esperto di Diritti dell'Uomo nell'ambito della Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa (C.S.C.E.), sia caporedattore del mensile Maintenant. Dirige il Réseau Voltaire e scrive una rubrica di cultura politica (www.reseauvoltaire.net).
In libreria: 24 gennaio
DOCUMENTI 7 Il Pentagate Altri documenti sull'11 settembre raccolti da Thierry Meyssan (pp. 120, euro 10.00) Traduzione di Manuela Maddamma e Agnès Nobécourt IL LIBRO: Dopo L'incredibile menzogna, abbondantemente criticato dai media, Thierry Meyssan pubblica Pentagate, libro nel quale insieme ad altri giornalisti ed esperti rifiuta ancora una volta la tesi ufficiale secondo la quale un Boeing 757 si è schiantato sul Pentagono l'11 settembre 2001. Secondo Meyssan un missile e non un aereo avrebbe colpito l'edificio. Pentagate è un'opera tecnica e argomentata nella quale si cerca di dimostrare con efficacia questa ipotesi attingendo a documenti ufficiali e appoggiandosi all'opinione di esperti per sottolineare non solo le incoerenze della versione ufficiale dell'esercito americano ma l'impossibilità tecnica di uno schianto dell'aereo sull'edificio. Pentagate risponde pure alle critiche del celebre quotidiano francese le Monde, che avrebbe mosso i suoi attacchi a partire dalle idee e dalle foto di un membro dell'esercito americano accusato appunto di manipolazione. La conclusione è sferzante: la teoria ufficiale è incoerente e getta dei grandi dubbi sulla realtà di una democrazia negli Stati Uniti. L'AUTORE: Thierry Meyssan dopo studi di scienze politiche ha fondato un'associazione internazionale di difesa delle libertà individuali, poi si è orientato verso il giornalismo d'inchiesta. Il suo percorso l'ha portato a diventare sia un esperto di Diritti dell'Uomo nell'ambito della Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa (C.S.C.E.), sia caporedattore del mensile Maintenant. Dirige il Réseau Voltaire e scrive una rubrica di cultura politica (www.reseauvoltaire.net). In libreria: 24 gennaio
mercoledì, dicembre 25, 2002
Disponibile in libreria
Dino Claudio - L’Alba dei Vinti -Romanzi e racconti, pp. 392, e 17,50 Marsilio Editori - www.marsilioeditori.it

All’inizio degli anni Cinquanta, sullo sfondo di una Roma accattivante e come ripulita dalle tragiche aggressioni della malignità umana, alcuni giovani, nel pieno fervore della ricostruzione materiale dell’Italia, dopo l’ultimo conflitto, cercano invano strumenti per la sua ricostruzione anche morale. La narrazione li accompagna nelle loro molteplici vicende, quasi sempre segnate dallo sbandamento dovuto alla caduta improvvisa di quegli ideali sociali, etici e religiosi di cui nel passato si erano nutriti. Non più protetti da forme consolidate di spiritualità, si abbandonano ad uno strisciante materialismo che progressivamente li allontana da una concezione ontologica della vita e li rende indifesi protagonisti di storie a volte strazianti, ma non prive di commovente, trasfigurante poesia. La vastità dell’impianto narrativo sottintende un giustificato fastidio verso le esagerazioni delle neoavanguardie letterarie, responsabili di aver inventato, per dir così, il non-libro e i non-personaggi, spesso lasciati, questi, all’arbitrarietà dei loro istinti. Qui la scrittura è invece intesa a dare ai personaggi un respiro di costruttiva e sofferta ricerca dell’Essere, del quale si nutre la fonte della verità. Il romanzo, che si legge d’un fiato per l’avvincente qualità linguistica e stilistica, sta ai vertici dell’arte letteraria di Dino Claudio, che ci ha dato altre opere di spessore poetico ed etico ed è il segno della sua maturità piena e della sua padronanza di mezzi espressivi ben capaci di interessare alla vicenda il lettore dalla prima all’ultima pagina. La suggestione è panica e lo stesso lettore si trova immerso nell’incalzare degli eventi narrati, che toccano in successione le tribolazioni della vita, il realismo magico dell’ambiente alpino e la dimensione non più temporale perché collocata al di là del tempo e dello spazio. Giuseppe Farinelli
dino claudio ha pubblicato: Autunno e Puglia (poesie, 1963), L’eredità degli esclusi (romanzo, 1965), Fine di un’amicizia (poesie, 1970), Rapporto scrittore-lettore e società contemporanea (saggio, 1970), L’albero nudo (romanzo, 1977), I sentieri del vento (poesie, 1984), Il provveditore (romanzo, 1984), Il bosco illuminato (poesie, 1993), Le stelle pazze (romanzo, 1994 e 1997), L’isola di Cicno (romanzo, 1997) e Tardone (racconti, 2000).
martedì, dicembre 24, 2002
Edward Goldsmith
è disponibile nelle migliori librerie
a cura di Edward Goldsmith
Processo alla globalizzazione
prefazione di Serge Latouche
pp. 312
E. 15,00
La fede nel progresso ci possiede a tal punto da sembrarci inconcepibile non andare avanti. Siamo saliti su un bolide che sembra non aver più né marcia indietro, né freno, né conducente. Il suo motore? La mondializzazione liberale. Il suo obiettivo? La mercificazione del mondo. I suoi effetti? La crisi di mucca pazza, gli orrori degli organismi geneticamente modificati, l'instabilità economica, il surriscaldamento della terra, i terribili attentati all'ambiente. La presente opera, di una notevole varietà e ricchezza, riunisce i più grandi specialisti mondiali di tutte le materie trattate. Studia i differenti processi della mondializzazione e il suo impatto su vari aspetti della vita: aggravamento della povertà e dell'esclusione, smantellamento delle economie locali, omogeneizzazione culturale, minacce agli ambienti naturali, alla salute, alla diversità biologica, ai processi democratici, nonché all'indipendenza dei paesi, a causa del neocolonialismo veicolato al contempo dalle multinazionali e da istituzioni come il FMI, la Banca mondiale o il WTO. Un libro fondamentale che ha il valore di una presa di coscienza: è urgente, se non vogliamo rischiare la grande implosione, rimettere l'economia là dove sarebbe sempre dovuta restare: al servizio dell'uomo. Edward Goldsmith è il fondatore della più importante rivista europea di ecologia, The Ecologist. Co-fondatore dell'International Forum on Globalization, ha scritto quindici libri di fama internazionale; tra quelli pubblicati in Italia, ricordiamo: La morte ecologica (Laterza, 1972), 5000 giorni per salvare il pianeta (Zanichelli, 1990), La grande inversione (Muzzio, 1993), Il Tao dell'ecologia (Muzzio, 1997), Glocalismo. L'alternativa strategica alla globalizzazione (Arianna, 1999). La prefazione è curata da Serge Latouche, professore all'Università di Paris XI. Nome di spicco tra i pensatori critici della civilizzazione occidentale legati all'antiutilitarismo è autore, tra l'altro, di L'occidentalizzazione del mondo (Boringhieri, 1992), Il pianeta dei naufraghi (Boringhieri, 1993), La megamacchina (Boringhieri, 1995), L'altra Africa (Boringhieri, 1997), Il mondo ridotto a mercato (Ed. Lavoro, 1998), La sfida di Minerva: razionalità occidentale e ragione (Boringhieri, 2000), L'invenzione dell'economia (Arianna Editrice, 2001). Indice
Prefazione - Serge Latouche Parte prima - I MOTORI DELLA GLOBALIZZAZIONE Il fallimento delle istituzioni di Bretton Woods - David C. Korten Una seconda giovinezza per le agenzie coloniali - Edward Goldsmith Le tecnologie al servizio della globalizzazione - Jerry Mander La moneta elettronica e l'economia-casinò - Richard Barnet e John Cavanagh L'egemonia delle transnazionali e i suoi meccanismi - Tony Clarke Il codice di comportamento dell'impresa - Jerry Mander Monsanto: l'arroganza di una transnazionale - Brian Tokar Parte seconda - GLI EFFETTI DELLA GLOBALIZZAZIONE Libero scambio, il grande distruttore - David Morris I piani di aggiustamento strutturale. Un successo per chi? - Walden Bello Perché lo sviluppo crea povertà - Edward Goldsmith La globalizzazione, flagello del Terzo Mondo - Martin Khor La globalizzazione della cultura - Richard Barnet e John Cavanagh Il bilancio di un quinquennio di WTO - Lori Wallach Il commercio mondiale e l'ambiente - Simon Retallack Il Wto e l'agricoltura del Terzo Mondo - Vandana Shiva AGCS: l'accordo di tutte le trappole - Agnès Bertrand e Laurence Kalafatidès Globalizzazione e cambiamento climatico - Simon Retallack e Ladan Sobhami Parte terza - LA VIA VERSO LA RILOCALIZZAZIONE
Cambiare direzione - Helena Norberg-Hodge Salvare le comunità - Wendell Berry Piccoli mondi significativi. La sfida introversa alla globalizzazione - Eduardo Zarelli Monete locali per il bene comune. Lo spirito del SEL - Paolo Coluccia La “rilocalizzazione”, un nuovo protezionismo - Colin Hines e Tim Lang Per una democrazia comunitaria - Edward Goldsmith
lunedì, dicembre 23, 2002
MASSIMO FABRIZI - "Guarda come corrono i fiamminghi pedalatori"
FRATELLI FRILLI EDITORI - www.frillieditori.com
Un bel libro, una piacevole sorpresa sicuramente. Massimo Fabrizi, marchigiano trentatreenne, professore alle scuole medie e dottorando in Lingue e Letterature Comparate presso l'Università degli studi di Macerata, aveva già pubblicato nel 2001 un volume di poesie dal titolo "Per fragile delirio" ( Grottammare- Stamperia dell'arancio). Ora dà alle stampe il suo primo romanzo, "Guarda come corrono i fiamminghi pedalatori" ( Fratelli Frilli Editori), destinato a non passare inosservato. Narrata in terza persona la storia è incentrata sulla figura dello studente italiano in Belgio Fabio Clementi che si trova coinvolto in una storia d'amore con una "bionda nordica" , precedentemente legata ad un suo amico e poi coinvolta sentimentalmente da lui. La relazione sembrerà sulle prime molto seria e importante per entrambi, ma poi la "grande romantica innamorata" mostrerà il lato meno dolce e affidabile del suo carattere, distruggendo la psicologia dell'ormai coinvolto Fabio con un bel po' di gelida indifferenza e respingendo con implacabile cinismo i suoi tentativi di riavvicinamento. La love story italo-fiamminga è sicuramente anche un pretesto per affrontare tematiche giovanili ricorrenti, quali l'incontro fra culture diverse favorito dall' unione dell'Europa, una certa, difficile e priva di significativi punti di riferimento, quotidianità contemporanea, la stessa relatività ed incostanza di molti rapporti sentimentali propri dei nostri tempi. Molto efficace e vibrante il finale dedicato ad una lunga serie di invettive del disillluso Fabio indirizzato contro tutti i principali mali dell'epoca ( con un occhio di riguardo alle italiche incongruenze e ai misteri infiniti mai svelati e che tuttora rimangono tali nel Belpaese). La scrittura è moderna, brillante, piena anche di termini molto in voga di stampo anglosassone, il ritmo sostenuto, l'ironia mai grossolana. Si legge molto velocemente. Consigliato.
sabato, dicembre 21, 2002
Dizionario Enciclopedico di Enigmistica e Ludolinguistica - di Giuseppe Aldo Rossi - ZANICHELLI - www.zanichelli.it

Chiunque sia appassionato di giochi enigmistici ( rebus, anagrammi, etc) o di ludolinguistica ( cruciverba, ossimori, etc.) ha ora un'opera enciclopedica di rapida e molto soddisfacente consultazione cui rivolgere la sua attenzione all'occorrenza. Il "Dizionario Enciclopedico di enigmistica e Ludolinguistica", di Giuseppe Aldo Rossi, consta infatti di 448 pagine, di oltre mille lemmi, di tavole di anagrammi, cruciverba, indovinelli ( italiani e di 100 Paesi nel mondo) con un'appendice molto utile dedicata ad una vasta bibliografia , agli pseudonimi degli enigmisti e alla soluzione dei giochi. 1000 voci in tutto circa, ordinati alfabeticamente. Nato come studio-trattazione dell'"enigma" il dizionario ha poi allargato il suo raggio d'azione anche ai giochi più popolari, ed anche ai vari tipi di ludolinguistica più diffusi.Vasto lo spazio, come accennato, dedicato agli indovinelli di ogni continente, accenni molto esaurienti riservati al nonsense, ai giochi di parole, all'allegoria, alle sciarade, alla storia dei cruciverba, alle biografie particolareggiate di "esperti in materia" .Oltre che studio serio e documentatissimo, la nuova pubblicazione enciclopedica Zanichelli è anche strumento di divertente arricchimento culturale.
giovedì, dicembre 19, 2002
SANDOR MARAI - "Truciolo" - ADELPHI - www.adelphi.it

Questo romanzo ha sicuramente molto di autobiografico ed è una summa completa potremmo dire della prosa duttile e della raffinata vis ironica di Marài che attinge dal suo vissuto per ragionar di cani ed esseri umani, uniti a doppio filo dal gioco dei sentimenti e della quotidianità in comune. "Truciolo" è un cane che viene venduto al "signore" protagonista come "di razza" , un puli, ma che poi crescendo non si rivela essere di nobilissimi origini, ma strano e assai imprevedibile di indole fino a spingere i padroni ad interessare del suo caso psicologici di professione. Il rapporto tra "Truciolo" e la famiglia ospitante si fa intenso da subito, il signore e la signora di casa ne fanno un loro punto di riferimento ed un amico fedele, compagno di lunghe passeggiate; ma, come si diceva, il piccolo animale mostra ad un certo punto aspetti inediti del suo carattere che lo porteranno a situazioni di contrasto con i suoi "salvatori" . Alla fine diventa problematico capire le aspettative e le intenzioni del cane, la sua affettività, il suo modo di essere, ed un povero animale di incerte origini fa presto a passare da "amico per la pelle" a "oggetto di studio".....Caustico, divertente, ma anche "universale, riflessivo", attento alle mille risorse e ai mille misteri dell'"animo animale" "Truciolo" è un romanzo elegante e godibile, che si legge con estremo piacere e viva curiosità.
mercoledì, dicembre 18, 2002
STORIA FOTOGRAFICA DELLA SOCIETA' ITALIANA - Italia fascista - 1919 - 1945 - dal fascismo alla seconda guerra mondiale - www.editoririuniti.it

Di questi tempi un'opera del genere è fondamentale: offre l'opportunità a chi non ha vissuto certe ere di documentarsi con fatti ed immagini e quindi di farsi un'idea complessiva del fascismo del tutto personale. Dinanzi alla storia, agli accadimenti, bellici e non, propri del famoso ventennio, le tesi revisioniste dovrebbero trovare uno spazio d'azione piuttosto ridotto. Quindi, se qualcuno in questo periodo ipotizza di controllare i testi scolastici e di far studiare sotto una nuova luce gli ultimi 60 anni di storia italiana, magari sarà meglio che i più giovani prendano le loro precauzioni informandosi di persona, sfogliando con attenzione i quattro volumi presenti in questo ottimo, ennesimo cofanetto della Editori Riuniti, attingendo dai consigli bibliografici presenti in appendice, ragionando in tutta tranquilllità da soli con se stessi. Fondamentale un volume come "La nascita del fascismo - 1919 - 1925 - a cura di Eva Paola Amendola", attualissimo nella sua analisi di una dittatura cui purtroppo molti si sono ispirati e continuano ad ispirarsi non solo nel nostro Paese. Folklore revanchista ? Non sempre, anzi molto poco spesso...Gli altri volumi.: "Gli anni del regime - 1925 -1939 - a cura di Eva Paola Amendola e Pasquale Iaccio", "La seconda guerra mondiale- 1940-1945 - a cura di Adolfo Mignemi" e "Il fascismo in mostra" - a cura di Antomella Russo. Cofanetto di elegante confezione, ricco di bellissime foto, spesso e volentieri molto più significative di mille parole o discorsi...
martedì, dicembre 17, 2002
STORIA FOTOGRAFICA DELLA SOCIETA' ITALIANA - Italia liberale - 1848- 1918 - dal Risorgimento alla prima guerra mondiale" www.editoririuniti.it

Un opera di grande suggestione e di fascinosissima consultazione questa "Italia Liberale" ( appartenente alla collana "storia fotografica della società italiana") che Editori Riuniti fa benissimo a ripubblicare. Ci troviamo dinanzi ad una realizzazione editoriale di gran pregio, assolutamente antiretorica, che ovviamente si basa in massima parte sull'uso diffuso e curatissimo delle immagini per raccontare la storia. Il risultato è di assoluto interesse e pare in grado di avvicinare alle varie vicende che hanno caratterizzato l'evolversi o il momentaneo involversi della vita nel nostro Paese anche un pubblico più giovane e magari insofferente nei confronti di tentativi simili più canonicamente ricchi di nozioni e commenti pretenziosamente didascalici. Quattro i volumi presenti in questo cofanetto : si va da "Il Risorgimento" ( 1848 - 1870 - a cura di Diego Mormorio), a l'Italia Liberale ( 1870- 1900 - a cura di Giovanna Ginex), da L'Età Giolittiana ( 1900-1915 - a cura di Gabriele D'Autilia) a La prima guerra mondiale (1915 -1918 - a cura di Lucio Fabi). Utilissima la cronologia che fa da appendice ad ogni volume, assieme alle letture consigliate ed alle referenze fotografiche. Alcune situazioni e momenti storici affrontati all'interno dell'opera hanno similitudini col presente da indagare con estrema attenzione. Tra i vari argomenti affrontati merita particolare attenzione "la divisione in classi della nazione intorno agli anni 20". Da comprare per la propria biblioteca o da regalare in qualsiasi occasione...festiva o meno...
lunedì, dicembre 16, 2002
GIANNI BARBACETTO PRESENTA IL SUO LIBRO "Campioni d'Italia" www.saggiatore.it Gianni Barbacetto
L’Italia è una “Repubblica delle banane”? La domanda è stata posta perfino dall’autorevole settimanale britannico The Economist. Invece di ribattere con un tranquillizzante no, o con un troppo semplice sì, si può cercare di articolare una risposta più argomentata: raccontando alcune storie. È quello che fa “Campioni d’Italia”, libro che riunisce le storie di una quarantina di personaggi italiani: “campioni” in senso sportivo, uomini d’eccellenza nella loro propria specialità – affari, politica, criminalità…; ma “campioni” anche nel senso di reperti di un grande, sterminato campionario nazionale di facce e di vicende. Flavio Briatore e Vittorio Emanuele di Savoia, Licio Gelli e Giancarlo Elia Valori, Enrico Cuccia e Raul Gardini, Roberto Formigoni e Paolo Berlusconi, Claudio Scajola e Giuseppe Pisanu. E poi Gianni Versace, Marcello Pera, Primo Greganti e tanti altri, politici e affaristi, faccendieri e mafiosi, conosciuti e sconosciuti volti della storia recente d’Italia. Storie esemplari o bislacche o repellenti di italiani noti, notissimi o sconosciuti, ma che comunque disegnano il profilo di un curioso Paese, dove l’illegalità è considerata la carta giusta da giocare nella partita per il successo. Le storie dei “campioni” si raggruppano in tre gallerie, che delineano i tre grandi sistemi dell’illegalità italiana: la corruzione politica (“Mani pulite è finita”), la criminalità organizzata (“La mafia non c’è più”), l’eversione politica, di destra, di sinistra e di Stato (“Innocenti eversioni”). Altro che banane: l’Italia è l’unico Paese dell’Occidente in cui convivono un radicato sistema della corruzione, potentissime organizzazioni criminali e una vicenda eversiva mai chiarita fino in fondo. L’anomalia Silvio Berlusconi, allora, è l’ultimo atto di una storia di anomalie, di una vicenda d’illegalità che viene da lontano. Il libro si chiude dunque con un diario (“Il fattore B”) dei primi cento giorni del governo Berlusconi, campione dei campioni d’Italia: i primi passi del regimetto suadente che si è installato in Italia. I fili che uniscono personaggi diversi, storie differenti, ambienti disparati, passato e presente sono sorprendenti: c’è qualcosa che assomiglia a una coazione a ripetere, o a una pulsione da serial killer. Uno spirito cattivo che fa ammirare la furbizia e disprezzare la legalità, in questo Paese senza rivoluzione borghese, senza riforma protestante e senza una destra degna di questo nome. Nessun campionario è completo, nessun catalogo può pretendere di risultare esaustivo, nessuna mappa dell’impero è mai ricca quanto l’impero. Ma i campioni d’Italia appaiono un grande coro di facce e di storie italiane, di furberie, codardie, porcherie, illegalità. E qualche eroismo. Gianni Barbacetto
domenica, dicembre 15, 2002
PIERO GAFFURI PRESENTA IL SUO "IL CORSARO" - MARSILIO www.marsilioeditori.it Piero Gaffuri
"Quando penso alla scrittura penso sempre a un viaggio, non a un cammino qualsiasi ma a un lungo viaggio avventuroso, pieno di imprevisti come le grandi esplorazioni di una volta. La scrittura poi è libertà perché le frasi vengono da sole e sfuggono agli schemi che l’autore costruisce faticosamente. Le parole, la trama sembrano proprio sentieri tracciati su un terreno morbido, persino paludoso, perché spesse volte l’erba e il fango coprono tutto mandando la storia da un'altra parte. Il mio ultimo libro: Il corsaro, è nato, si è sviluppato, è cresciuto proprio in questo modo. Ricordo che stavo scrivendo la storia di un uomo alla ricerca del riscatto. Il video del computer bucava la penombra di una stanza ricoperta di legno, sotto un tetto pesante di neve. Ecco, la neve. La neve cadeva piano con un tocco soffice di cristalli morbidi e io scrivevo di mare, di amori, di odi, di sconfitte e tradimenti. La notte, il silenzio della montagna, la neve sopra la scrittura e sul filo della mia storia. E d’un tratto, forse proprio per il gioco perverso degli opposti, nel racconto il grande amore è diventato cattivo e il protagonista un corsaro. Se ripenso a quella sera ricordo ancora l’immagine sbiadita di una bandiera rossa corsara appesa a un pennone da qualche parte. | Per questo non ho dubbi a scrivere che nel mio caso Il corsaro è il prodotto della libertà della scrittura, perché è stata la scrittura a farmelo conoscere quella sera in un ambiente tanto diverso dai mari luccicanti. Tutti sanno che i corsari combattevano sui mari al servizio dei re e degli imperatori del loro tempo. Pochi invece sanno che erano uomini liberi che adottavano sulle loro navi forme innovative di organizzazione. Nulla a che vedere con le navi militari dell’epoca. Sulle navi corsare vigevano leggi e consuetudini che a quei tempi si potevano dire democratiche, ricorrendo talvolta al voto e al coinvolgimento di tutti i componenti l’equipaggio. Per queste ragioni il corsaro è paradigma di libertà e indipendenza. Penso che tutti nella vita, almeno una volta, provino o abbiano provato un forte desiderio di libertà e indipendenza, ecco quella è la parte corsara di noi che va scoperta e liberata. Ma i corsari e le loro guerre oggi non ci sono più. Oggi si combattono altre guerre e sempre per il controllo e il dominio di qualcosa. Una, certo la più importante, è quella per il controllo dei moderni mezzi e strumenti di comunicazione. I mezzi di informazione sono le armi più micidiali del nostro tempo, per il loro controllo e con il loro uso si combatte la grande guerra del potere. Un affermato anchorman e la sua redazione, il suo team work, sono o diventano alla bisogna formidabili strumenti di offesa e difesa, possono condizionare fortemente l’opinione pubblica, creare consenso o dissenso, martiri ed eroi, vittime o carnefici. La storia raccontata ne Il corsaro è la storia di un uomo di comunicazione, un anchorman appunto, che improvvisamente viene espulso dal suo mondo, è la storia di un pezzo della sua vita, delle sue avventure, delle sue scoperte e della riscossa in nome di principi forti, sentimenti profondi. Non mi va adesso di parlarne, un po’ perché non mi piace fare riassunti e poi penso che debba essere Il corsaro a far parlare di se, semplicemente, mettendo in acqua il suo legno libero, o meglio ancora, dando la forza, a chi vorrà, di fare lo stesso". Piero Gaffuri
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sabato, dicembre 14, 2002
Stefano Sardo
STEFANO SARDO DEI MAMBASSA PRESENTA IL SUO PRIMO LIBRO : L'AMERICA DELLE KESSLER - ARCANA www.arcanalibri.it
Mi si chiede di raccontare in 50 righe "L’America delle Kessler", il mio primo romanzo. Gesù. Mi si dilatano le pupille al solo pensiero, e diventano grandi quanto due bocce n°8 di una carambola a gettoni… Di che parla, dite? “Di niente”, è la prima risposta che mi sale alle labbra. Ecco perché mi sudano le mani. Non è una risposta socialmente spendibile, lo so. “Questa è una serie basata sul niente”, diceva Jerry Seinfeld della sua celeberrima (nonché omonima) sit-com, per la quale io, semi-clandestino in Italia, silenziosamente stravedevo. Ecco, parafrasando Seinfeld vi direi che “questo è un romanzo basato sul niente”, senza aggiungere altro, e resterei a osservare la vostra reazione con uno dei suoi sorrisi gaglioffi stampato in faccia. Solo che non la vedo esattamente vincente, ecco, questa strategia promozionale. Perciò consentitemi di ripartire da capo, cercherò di essere meno criptico, questa volta. Dunque, non vi è che una sola giornata della vita del protagonista, nel mio libro, e non è che sia una giornata campale. Certo, nell’esistenza di Tommy Scorza – è così che si chiama, lui – queste venticinque ore finiranno, in un modo o nell’altro, per risultare determinanti. Infatti ciò che succede in questo breve arco di tempo lo indurrà a riflettere seriamente sulla sua esistenza. E queste sue riflessioni, condite di flashback, libere associazioni e brani musicali a iosa, sono lì, sulla carta, a disposizione del lettore. Siamo nel 1995, in un paesino del Nord Italia. E’ il 22 dicembre, e, come nei natali dei telefilm, c’è una coltre di neve bianca che ricopre tutto. Tommy si sveglia tardi, martoriato dai postumi, come sempre dopo la laurea, e si appresta ad affrontare un altro giorno senza Lalla, il novantatreesimo consecutivo… Non posso certo indugiare troppo nello svelarvi quello che vi si trova, andando avanti nelle pagine. Quel che posso dirvi è che ci sarà una cena a casa del funambolico Gerry, e ci sarà Alison, ricomparsa dal passato con il titolo di una canzone di Elvis Costello per nome, nel corso di questo tormentato, multietilico venerdì della sua vita… E ogni tanto, a intervallare la descrizione di questa stessa giornata, ci saranno i ricordi di un’estate del 1980, in cui il piccolo Tommy fu spedito in vacanza in Versilia, dai suoi cugini, una satanica coppia di gemelli tedeschi con un’ossessione pericolosa per la geografia. Sono loro, Simone e Samuel, “le kessler” del titolo. Niente a che fare, dunque, con la doppia soubrette dell’Italia della televisione in bianco e nero. Niente stacco di cosce vertiginoso, niente revival del varietà che fu, ma soltanto un agguerrito paio di mocciosi identici che seppero terrorizzare, molti anni fa, il piccolo Tommaso con i loro quiz geografici… Ho una passione per i romanzi coi titoli fuorvianti, perdonatemi se sono incappato in questo vezzo nell’assegnarne uno al mio primo. “Un romanzo di formazione in ventiquattr’ore”, mi è capitato di definirlo altrove, sbagliando, perché le ore sono quasi venticinque, come ho già detto. Dalle 11,14 del mattino alle 0,51 della notte, per l’esattezza. Ogni capitolo è siglato dall’ora cui si riferisce e porta un poco più avanti – non troppo, evidentemente – la storia. Vi conviene spolverare la vostra collezione di dischi, peraltro, perché per ognuno di essi c’è un sottofondo ideale suggerito dall’Autore, una specie di consiglio per la fruizione, che rimanda alle scelte dei personaggi del libro. A beneficio di quel lettore che, solitario, pensasse di applicarsi alla lettura con tanta zelante ortodossia, le scelte musicali sono riassunte in coda al libro, nella “discografia”. Non credo di avervi saputo invogliare alla lettura, come confidavo in segreto prima di accingermi a parlarvene. Nemmeno so dire se ho reso giustizia come avrei dovuto al libro, con questa impacciata presentazione, né, infine – e questo sarebbe davvero il colmo – se ho raggiunto le 50 righe che mi sono state commissionate… Quello che spero solamente, se ancora avrete la curiosità di dedicarvi alla sua lettura, è che questa vi sia gradita, e vi strappi un sorriso, magari. Nano-nano.
Stefano Sardo
VITERBOCITTA.IT IL TEMPO DI LEGGERE.COM IN COLLABORAZIONE con ACLI Viterbo Presentano AFFONDATE LA RAI IL CORSARO Vittorio EMILIANI Piero GAFFURI Ed. Garzanti Ed. Marsilio
LUNEDI’ 16 Dicembre Sala della Provincia via Saffi , 49 ore 16, 30 SEGUIRA’ UN DIBATTITO SU TELEVISIONE : La qualità negata Modera il dibattito e intervista gli autori Pasquale BOTTONE direttore di VITERBOCITTA.it Introduce Maurizio TORCHIO Presidente ACLI VITERBO Interverranno : Antonio DIPOLLINA – direttore LA TELE Don Salvatore DEL CIUCO –direttore COMUNITA PASTORALE -----------
VITERBOCITTA.IT IL TEMPO DI LEGGERE.COM IN COLLABORAZIONE con ACLI Viterbo Presentano AFFONDATE LA RAI IL CORSARO Vittorio EMILIANI Piero GAFFURI Ed. Garzanti Ed. Marsilio
LUNEDI’ 16 Dicembre Sala della Provincia via Saffi , 49
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