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giovedì, ottobre 31, 2002 DARIO FO - "IL PAESE DEI MEZARAT" - i miei primi sette anni (e qualcuno in più) - FELTRINELLI - www.feltrinelli.it Raccontare la propria vita non è facile per nessuno, è un'impresa che richiede coraggio, onestà intellettuale, probabilmente anche "l'età giusta". Roba per giovanotti ultrasettantenni come Dario Fo che in questo suo autobiografico volume, la sintesi di un modo di pensare, di una coscienza civile sempre vivissima, di un 'arte innata anche nel comunicare con le persone, nel far sì che il dialogo con il pubblico risulti sempre "vero" e appassionante, che non può non arrivare dritto al cuore di chi legge. Nello splendido "Il Paese dei Mezaràt" non c'è, da parte del "Premio Nobel" nessuna autoindulgenza, nessun, seppur velato, protagonismo. Solo una autentica "cascata" di ricordi, episodi, aneddoti, umori, situazioni, lotte e corali partecipazioni che riesce a divenire sia sopraffina cronaca letteraria che "romanzo popolare" moderno ed essenziale. Le prime esperienze di un "figlio di capostazione", la grande lezione dei fabulatori della Valtravaglia ( il Paese dei "Mezaràt"), gli amori man mano sempre meno idealizzati e più reali, le sfide da cogliere in una società vittima dell'oscurantismo culturale fascista, le guerre, i salvataggi, l'arte di sopravvivere alla legge del più forte nel vivere quotidiano son tutte componenti di una "storia realmente accaduta" che finisce in pagina lievemente, magicamente, condita di ironia ben conosciuta da noi tutti e di sdrammatizzante "amore per i dettagli", per le vicende di personaggi comuni e rari, compagni di percorso insostituibili, di un padre e di una madre indimenticabili complici. mercoledì, ottobre 30, 2002 DIEGO BRASIOLI - "IL CAFFE' DI TAMER" - MURSIA - www.mursia.com Brasioli è alla sua opera prima che trae spunto da un fatto di sangue realmente accaduto in Medio Oriente. Lo scrittore, che tra l'altro lavora all' Ambasciata italiana in Libano, riesce assai bene a disegnare l'amicizia "speranzosa" e assolutamente sincera tra un palestinese ed un israeliano, con tanto di reciproco coinvolgimento familiare. Il "fattore umano" è alla base del romanzo che poi non può fare a meno di evidenziare i tanti aspetti drammatici della quotidianità mediorientale. Il libro è comunque di agevole lettura e culmina in un finale inevitabile e doloroso che fa riflettere e che si tiene ben lontano dalla sottolineatura, dal commento politico partigiano, anche solo abbozzato o tra le righe. Scelta assai felice che rende "Il Caffè di Tamer" "fiction" realistica, ma elegantemente letteraria, misurata nei toni e nelle immagini, costruita con gusto e non comune sensibilità per il tema di una possibile pacifica convivenza tra popoli. lunedì, ottobre 28, 2002 RAYMOND CARVER - "CATTEDRALE" - MINIMUM FAX - www.minimumfax.com Meritorio il recupero da parte della Minimum Fax di Roma del capolavoro di Carver, "Cattedrale", una raccolta di dodici racconti che emozionano e coinvolgono grazie alla nitidezza ed al grande spessore evocativo delle storie in essi narrati. Non c'è spazio per manierismi, per abbellimenti narcisistici,la scrittura di Carver è bella, scattante, incisiva, piena di poesia delle"piccole cose", di umanità dolente che non sfugge alle proprie responsabilità, ma le vive come inevitabili fino in fondo. Un'umanità che ha tempo per le proprie passioni, nonostante tutto, e che magari contribuisce a rendere fascinosa e unica l'altra America, che casomai il capitalismo senza regole e senza valori lo vive come un diktat non assoluto. Struggente, mirabilmente scritto, "Cattedrale" è arte letteraria pura che sgorga dalla sorgente come acqua pura e dissetante, imprescindibile antidoto alla noia di questi tempi. |